di Pietro Lambertini
MONTESILVANO. «I lavori al campo dello stadio Mastrangelo di via Senna? Non è detto che il Comune li faccia: al di là del Montesilvano calcio, al Mastrangelo giocano anche quattro squadre di Terza categoria e mi hanno detto che per loro il campo va bene così». Il consigliere delegato allo Sport Ottavio De Martinis non torna indietro: «Lo stadio del Montesilvano è il Mastrangelo». La polemica sul prato distrutto del Mastrangelo, ridotto a un campo di patate bruciato dal sole, non si spegne neanche il giorno prima dell'inizio del campionato. Domani il Montesilvano gioca in casa la prima partita del campionato di Eccellenza contro l'Angizia Luco: per l'esordio, il Comune ha concesso lo stadio Speziale di via Foscolo con il manto in erba sintetica. Il Montesilvano può giocare in via Foscolo anche contro il Francavilla, l'8 settembre, per la gara di coppa Italia. «Ma lo stadio del Montesilvano», dice De Martinis, «è il Mastrangelo di via Senna. Questa è la decisione e non la cambio: ho passato le ferie a fare la questua dei campi nel circondario e il Montesilvano, se vuole, può andare a giocare anche a Cappelle sul Tavo». I lavori al prato distrutto dopo mesi di manutenzione ignorata e tre concerti non sono partiti. Ma, dopo la protesta del Montesilvano con l'occupazione dello stadio Speziale e le accuse al Comune, i lavori sono a rischio. De Martinis lo conferma: «Prima ero certo di fare i lavori al manto del Mastrangelo ma, ormai, non è de
tto. Fare i lavori significa spostare quattro squadre di Terza categoria - Colonnetta, Sporting Adriatico, Cormorano e Villa Carmine - a Cappelle sul Tavo. Ma tutte e quattro, che si stanno già allenando al Mastrangelo, mi hanno assicurato che il campo va bene così per loro. Il Montesilvano, invece di essere soddisfatto per la sistemazione, pensa ad attaccare. Anche se milita in Eccellenza, è una squadra come le altre», continua De Martinis, «ed è sotto gli occhi di tutti che sono stati solo loro a distruggere il campo: hanno fatto allenare anche il Pescara senza dirlo al Comune, hanno usato il campo per allenarsi anche con la pioggia, hanno trasformato lo stadio in una discarica. Il Montesilvano non può pretendere niente: l'anno scorso non ha pagato un euro e in più non ha fatto i lavori al campo». Il presidente del Montesilvano
Alessandro Cozzi lancia una proposta a De Martinis: «Siamo pronti ad andare a Cappelle ma è un sacrificio che devono fare tutte le squadre e non solo noi. Se tutti, una settimana a testa, vanno a Cappelle, ci andiamo anche noi, così al Mastrangelo si possono fare i lavori necessari. Il fatto è che dopo il concerto di
Gigi D'Alessio, i lavori non sono ancora partiti. Sono stati accesi solo gli irrigatori ma ci vuole una semina nuova: è un intervento che deve fare il Comune».
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4 settembre 2010
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