di Pietro Lambertini
PESCARA. Quaranta posti letto in più, venti dei quali riservati alla terapia intensiva dei neonati, quattro nuovi primari, l'arrivo della prima Tac-pet in Abruzzo per scoprire i tumori. Sono i punti fermi del rilancio dell'ospedale di Pescara tracciati con il piano di riordino sanitario illustrato ai sindaci nel corso di una riunione del comitato ristretto. Il piano sanitario prenderà il via tra un mese con l'incognita del taglio dei posti letto in provincia.
I TAGLI «I tagli di posti letto non sono tagli ma rimodulazioni», ha chiarito il sub commissario alla sanità Giovanna Baraldi, «fatte esaminando le peculiarità dei ricoveri e la loro appropriatezza, oltre al bacino d'utenza degli ospedali. I bisogni delle persone sono sempre stati al primo posto». Il manager della Asl di Pescara Claudio D'Amario ha sottolineato che «le scelte operate vanno nella direzione di una gestione che prescinde dalla politica, in una regione che, oltretutto, è commissariata, e che deve procedere in un piano di rientro rigido».
«ECCELLENZA A PESCARA» «L'ospedale di Pescara», ha detto il sindaco Luigi Albore Mascia, «diventerà, entro dicembre 2011, il primo d'Abruzzo con 595 posti letto: D'Amario avrà la possibilità di assumere nuovo personale, partendo da quattro nuovi primari, pescando le migliori eccellenze e professionalità in Italia e all'estero, potenziando soprattutto il personale medico e infermieristico; vedremo raddoppiare i posti letto della Terapia intensiva neonatale, una struttura altamente specializzata che eviterà a tanti genitori di trasferire i propri bambini ad
Ancona o all'ospedale di San Giovanni Rotondo. Il piano è stato
condiviso dal Comune con l'obiettivo di vedere riconosciuta alla
struttura pescarese quell'importanza che riveste a livello
regionale».
«NO AI CAMPANILISMI All'incontro hanno partecipato anche
l'assessore comunale alla Sanità Roberto Renzetti, i sindaci di
Penne, Donato Di Marcoberardino, di Popoli, Emidio Castricone, di
Bussi, Marcello Chella, e di San Valentino, Angelo D'Ottavio. «Per
l'ospedale di Pescara si prepara una stagione nuova senza
penalizzare le strutture della provincia che verranno valorizzate
attraverso un'elevata specializzazione», ha detto Albore Mascia che
ha parlato delle necessità di «superamento dei campanilismi e di
creare, in provincia, strutture per gestire le cronicità più che le
acuzie concentrando su Pescara elevate specializzazioni». Ospedali
in rete, gestiti come un'azienda: «Una gestione con criteri
aziendale, tanto da avanzare l'ipotesi di assumere la denominazione
di Ospedali riuniti», ha detto Albore Mascia.
I NUMERI DEL PIANO In base ai dati resi noti, l'ospedale di Pescara
passerà da 555 a 595 posti letto. Dei quaranta nuovi posti, venti
saranno per la Terapia intensiva neonatale, un reparto dove si
riescono anche a curare bambini di appena 500 grammi di peso. Il
piano prevede la riduzione del day hospital: «Ma spesso è
utilizzato in modo improprio», così Albore Mascia giustifica il
taglio, «per erogare prestazioni ambulatoriali, come radiografie
che possono invece essere eseguite dall'esterno». Il sindaco si è
fatto garante di «una boccata d'ossigeno sul fronte del personale»:
«Pescara», ha assicurato, «potrà potenziare il proprio organico
attraverso l'assunzione di risorse umane altamente specializzate e
professionalmente preparate». Ai sindaci, D'Amario ha annunciato
che le prime assunzioni riguarderanno il personale di sala
operatoria, strumentisti e addetti per il Pronto soccorso.
LA NUOVA TAC «A Pescara arriverà la prima Tac-pet
metabolica-oncologica d'Abruzzo», ha garantito il sindaco, «l'unica
in grado di individuare determinati tipi di tumore, una nuova
attrezzatura che richiederà anche la realizzazione di locali
all'interno dell'ospedale.
IN PROVINCIA «Il piano non andrà a penalizzare le strutture di
Penne e Popoli», per il sindaco di Pescara. Nei programmi, Popoli
diventerà un centro di riferimento regionale con 110 posti letto di
specializzazione riabilitativa, con Cardiologia riabilitativa e
respiratoria, e Riabilitazione superintensiva dallo stato di coma
al risveglio e alla ripartenza iniziale del paziente. Il ruolo
dell'ospedale di Penne non è stato chiarito mentre, nell'incontro,
sono stati annunciati interventi a Cepagatti.
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5 agosto 2010
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