di Berardino Santilli
L'AQUILA. Rientra il pericolo di Far West nella recinzione degli stabilimenti balneari. Il consiglio regionale, martedì sera, ha approvato un emendamento alla manovra di bilancio nel quale si stabilisce che «le protezioni per gli stabilimenti balneari dovranno rispondere a standard di qualità in grado di garantire l'integrità e la bellezza del territorio». La delicata questione sarà concretizzata in fase di revisione del piano demaniale marittimo e nella regolamentazione comunale, nei quali verranno individuati gli standard quantitativi, qualitativi e temporali diversificati secondo le esigenze territoriali.
Era stato un provvedimento approvato tra le polemiche nel mese di giugno, che liberalizzava le recinzioni nei lidi sulle spiagge abruzzesi, a far gridare allo scandalo le opposizioni di centrosinistra che avevano ribattezzato la norma, norma-Tagliente, in riferimento al fatto che era stata proposta ad hoc per alcuni stabilimenti del Vastese. All'epoca,, fra il consigliere del Pdl,
Giuseppe Tagliente, originario di Vasto, e il capogruppo di Rifondazione comunista,
Maurizio Acerbo, volarono parole grosse con un accenno di rissa.
Adesso, a correre ai ripari è stato l'assessore regionale al Turismo,
Mauro Di Dalmazio, al centro delle polemiche dopo la seduta di giugno, che in una nota sottolinea di aver ispirato l'emendamento, «presentato da diversi consiglieri della maggioranza di centrodestra, tra cui
Sospiri,
Tagliente,
Chiavaroli,
De Petris,
Di Bastiano e
Prospero, e votato anche dai consiglieri di
opposizione».
Versione smentita da Maurizio Acerbo, il quale ha rivendicato la
presentazione dell'emendamento insieme alle altre forze di
opposizione, «che l'assessore non voleva presentare per non
scontentare i vastesi Tagliente e
Menna».
«Comunque», conclude il consigliere di opposizione, «è stata
cancellata una porcata. Adesso vigileremo al fine di evitare nuove
sveltine. Il centrodestra ha dovuto fare dietro-front dopo la
campagna che abbiamo condotto con i Comuni e le associazioni
ambientaliste. E' un risultato molto incoraggiante per chi si batte
da anni per la tutela della vista mare».
Soddisfazione è stata espressa in una nota congiunta di Wwf, Mare
libero, Italia Nostra, Marevivo. Secondo queste associazioni
ambientaliste, è stata cancellata «la scandalosa norma
"salva-recinzioni", approvata con un blitz lo scorso luglio che
condonava (illegittimamente) le recinzioni abusive degli
stabilimenti balneari autorizzando sistemi di protezione alte un
metro e 80 centimetri per 10 metri di perimetro attorno al
manufatto principale, una chiusura definitiva della Vista Mare e
degli accessi alla spiaggia».
Per il il segretario regionale della Fab (l'associazione dei
balneatori aderenti alla Cna),
Cristiano Tomei,
inoltre, il dietrofront del consiglio regionale giunge
«provvidenziale perché introduce una norma più equilibrata».
«La norma è importante», spiega l'assessore Di Dalmazio, «perché
intende fornire adeguati strumenti di salvaguardia agli operatori
turistici che hanno effettuato investimenti sull'area che hanno in
concessione nel rispetto della tutela delle bellezze paesaggistiche
e del nostro litorale. Di fatto viene stabilito e ribadito un
principio di tutela per il periodo invernale, giustamente invocato
dagli operatori balneari, che dovrà essere coniugato con le
esigenze pubbliche di libero accesso al mare e della tutela della
vista mare». Per l'assessor al Turismo, la nuova normativa
«contribuirà anche a fare chiarezza ed a sgomberare il campo da
alcuni equivoci che talora sono emersi sulla problematica».
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5 agosto 2010