Un chilo di eroina scoperto sul tetto del Ferro di cavallo

    di Flavia Buccilli PESCARA. Qualcuno nasconde la droga nei punti più nascosti dell'auto, dopo averla smontata pezzo per pezzo. Altri la tengono in casa, nei mobili, tra la biancheria o tra i biscotti. Altri ancora cercano rifugi impensabili, come gli interstizi di un tetto. Proprio lì, sotto le tegole di un palazzone di via Tavo, al civico 169, la squadra mobile ha scovato due panetti di eroina: un chilo di droga sul tetto.

    La scoperta è avvenuta l'altro pomeriggio durante un controllo della sezione Antidroga. Gli agenti stavano seguendo le mosse di alcuni tossicodipendenti. Li hanno pedinati fino a Villa del fuoco e hanno raggiunto il Ferro di cavallo, dove l'attività di spaccio è una tradizione. 

    Studiando gli appartamenti dove i giovani andavano a rifornirsi di droga, gli agenti, diretti da Nicola Zupo, hanno capito quali potevano essere gli spacciatori e così sono entrati in azione e hanno effettuato una serie di perquisizioni. In tutti i casi, però, l'esito è stato negativo. Niente droga, niente materiale per il confezionamento delle dosi, nessun bilancino.  Un campanello di allarme, tra i poliziotti, è scattato lungo le scale, quando hanno notato una scala appoggiata al muro. Era sistemata sul pianerottolo dell'ultimo piano e usandola gli uomini della squadra mobile hanno raggiunto una finestrella condominiale che portava sul tetto.

    Lì hanno scoperto che alcune tegole erano state spostate per nascondere due panetti di eroina e un bilancino di precisione. Sono stati recuperati e sequestrati, a carico di
    ignoti, e ora le indagini sono finalizzate a scoprire a chi appartenesse la droga, il cui valore si aggira sui 25 mila euro (l'eroina vale all'incirca 25 euro al grammo) e le dosi sottratte al mercato sono almeno quattromila.  L'ultimo sequestro di droga da parte della squadra mobile era avvenuto due settimane fa, con un arresto: erano stati trovati 500 grammi di eroina in un soppalco realizzato all'interno di un bagno di servizio. Lo stupefacente era stato scoperto durante la perquisizione a carico di Paride D'Antonio, che nell'occasione è finito in carcere. Allora, come due giorni fa, tutto era partito da un pedinamento.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 luglio 2010
     

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