CHIETI. Dopo la droga, la prostituzione.
Claudio Mastramico, 46 anni, di Elice, ex proprietario del locale «Godzila club Exte» di Elice, noto alle forze dell’ordine anche per un traffico internazionale di cocaina, per il quale venne arrestato nel febbraio del 2007, insieme ad altre 26 persone, torna in carcere, questa volta per violenza sessuale di gruppo, lesioni gravi e sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dai poliziotti della squadra Mobile di Chieti, coordinati dal vice questore aggiunto
Paolo Monnanni e dai colleghi della polizia postale di Pescara. Insieme con lui è stato arresto il figlio
Antonio di 20 anni, nei guai per violenza sessuale di gruppo e lesioni gravi.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata richiesta dal pm
Gennaro Varrone e firmata dal Gip
Guido Campli di Pescara. Le indagini sono iniziate due mesi e mezzo fa, in seguito al ricovero nell’ospedale di Pescara di una donna che presentava numerose ecchimosi e gravi contusioni. Una situazione clinica che ha messo in guardia i medici e fatto scattare il sospetto che la donna potesse essere stata picchiata da qualcuno. Infatti le indagini della polizia hanno permesso di accertare che il 1º maggio la donna era stata vittima di un pestaggio in seguito a una movimentata e convulsa serata. Gli investigatori hanno poi individuato un’altra donna, di Chieti, che sarebbe stata vittima di violenza sessuale da parte di Mastramico. Una violenza sessuale di gruppo che il rist
oratore avrebbe consumato insieme al figlio e secondo gli
investigatori connotati da particolare efferatezza. I fatti che
sono stati accertati dalla polizia si sono ripetuti nel tempo e si
riferiscono anche all’anno scorso. Le località dove sono avvenuti
sono in provincia di Pescara e Teramo. Secondo i poliziotti,
Mastramico faceva prostituire la prima donna e i proventi delle
attività sessuali venivano da lui intascati.
Mastramico è un ex carabiniere ausiliario, dalla vita
particolarmente agiata. Fece scalpore il suo arresto per un
traffico internazionale di cocaina nei quali furono coinvolti
panettieri, baristi e parrucchieri del Pescarese e del Teramano ma
anche di Marche e Campania. L’operazione fu denominaya
«Saline».
Mastramico era il capo, ristoratore dai cospicui conti correnti e
auto di lusso come Ferrari, Mercedes e una villa-bunker a Elice.
Nella rete caddero altre 26 persone che piazzavano la droga, alcuni
facevano i «picchiatori» per il loro capo. Tutti allettati dai
facili guadagni. Secondo gli investigatori la droga veniva
spacciata in Abruzzo in tutte e quattro le province e nelle Marche
e in Campania. Claudio Mastramico gestiva la discoteca «Godzilla
Club Exté» e l’adiacente ristorante. Fu anche il tenore di vita
troppo alto che fecero scattare le indagini dei carabinieri che
scoprirono il traffico di droga, spacciata soprattutto nei locali
della costa.
Una attività caratterizzata anche da episodi violenti: i
consumatori, se non pagavano o ritardavano, venivano picchiati a
calci e pugni. La droga acquistata finiva sotto terra, vicino alla
villa bunker di proprietà di Mastramico.
I carabinieri all’epoca gli sequestrarono due milioni di euro di
beni e per diverso tempo sono stati alla ricerca del tesoro di un
milione che avrebbe dovuto essere nascosto vicino alla villa ma che
non venne mai trovato.
Qualche giorno dopo l’arresto, al Mastramico venne notificata un’a
ltra ordinanza di custodia cautelare per un traffico di cocaina che
proveniva da Bogotà. Scoprire il grosso traffico di droga fu
possibile grazie alle intercettazioni telefoniche e
ambientali.
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26 luglio 2010