Protesta a oltranza sul tetto

Il sindaco di Pescina e la giunta proseguono il sit-in anti tagli in ospedale

    di Pietro Guida PESCINA. E' la seconda notte che trascorrono sotto le stelle, in protesta sul tetto dell'ospedale. Il sindaco di centrodestra di Pescina, Maurizio Radichetti, e la sua giunta hanno ricevuto nel corso della giornata il sostegno dei Comuni del territorio nella battaglia contro il piano di riordino e il taglio dei posti letto.

    I GONFALONI. Sono arrivati a Pescina i gonfaloni di altri sette Comuni del territorio e la «terrazza-dormitorio» è stata visitata da decine di politici locali e di comuni cittadini, come fosse una sorta di santuario.

    «Questo viavai di gente», ha affermato il primo cittadino che da lunedì è sul tetto, «ci dà la forza per andare avanti, per non mollare in questa difficile battaglia».

    Tutti i sindaci della Valle del Giovenco hanno inviato messaggi di solidarietà a Radichetti e ai suoi assessori. Il consiglio comunale di Ortucchio e il sindaco Federico D'Aulerio hanno approvato un ordine del giorno in cui condividono la battaglia di Pescina per evitare la cancellazione dell'ospedale.

    Intanto il gonfalone rossoblù della città di Silone è stato affiancato da quello dei Comuni di San Benedetto dei Marsi, Aielli, Cerchio, Collarmele, Ortucchio, Lecce nei Marsi e anche Avezzano.

    BIVACCO. Sul tetto sono state allestite una decina di brandine dove hanno trascorso la notte il sindaco, gli assessori e alcuni cittadini. E' stato montato anche un gazebo per la protezione dalla pioggia.

    Ieri pomerig
    gio un nubifragio si è abbattuto sulla cittadina del Giovenco e i gonfaloni sono stati trasferiti provvisoriamente all'interno.

    Radichetti è intenzionato a restare sul tetto fino a quando non ci saranno svolte nella vicenda, ma non è escluso che nelle prossime ore scatterà una staffetta e una turnazione tra gli amministratori comunali. Tutto dipenderà dai tempi di risposta della Regione.

    LA CONTESTAZIONE. «Si tratta di una contestazione che proseguirà a oltranza», ha ribadito Radichetti, «fino a quando non avremo l'opportunità di confrontarci con il sub commissario, Giovanna Baraldi, e con i rappresentanti della regione, il presidente Gianni Chiodi e l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni.

    LE RICHIESTE. I manifestanti chiedono che l'ospedale di Pescina mantenga l'attuale configurazione, in particolare il polo geriatrico di eccellenza. «Questa è la base di partenza su cui discutere», ha affermato il sindaco. «Non accetteremo la cancellazione della struttura e dei posti per acuti. Invito coloro che prendono le decisioni sul futuro di questo territorio almeno a verificare di persona le attività che vengono svolte all'interno dell'ospedale prima di prendere delle decisioni incoerenti e sbagliate».

    L'ASSEMBLEA. Oggi pomeriggio dovrebbe tenersi un'assemblea generale davanti all'ospedale, nel piazzale dove si affaccia la terrazza presidiata dai manifestanti. Sono stati invitati a partecipare i sindaci del territorio e gli esponenti politici di tutti i livelli.

    Il consigliere regionale di centrosinistra, Giuseppe Di Pangrazio, e il Pd di Tagliacozzo e Pescina chiedono un incontro sul territorio marsicano con Chiodi e Venturoni. «Si tratta di un Piano inadeguato», ha affermato, «che punta al risparmio apparente ma non reale, riducendo notevolmente l'offerta sanitaria».

    Il Pd di Pescina, infine, chiede al sindaco la convocazione di uno sciopero generale in città.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 luglio 2010
     

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