di Antonio De Frenza
Silvio Paolucci segretario regionale
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PESCARA. Mercoledì dovrebbe essere il D-day per il piano operativo della sanità, con la firma del documento a Roma e il successivo via libera ai tagli dei posti letto a partire dal 31 luglio. Il piano viene ancora limato in queste ore, ma l'impianto è quello pubblicato su queste pagine dei giorni scorsi e attaccato duramente dall'opposizione ma anche da molti sindaci di centrodestra. Il Pd è il partito più attivo e il più duro nella critica al piano, tanto da aver definito il governatore Chiodi "Attila della sanità".
Segretario Silvio Paolucci, è una definizione un tantino sopra le righe, non trova? E' indubbio che i problemi della sanità abruzzese impongano tagli e sacrifici. «Certo, ma mi faccia anche dire che è merito del Pd e del suo gruppo consiliare aver sollevato la questione. Perché noi non sappiamo cosa sta contrattando Chiodi con Roma: non c'è stato alcun passaggio istituzionale del commissario, nessun tipo di concertazione con il territorio, con i medici e gli operatori».
Nel merito cosa contestate al piano?
«A quanto leggo, Chiodi si comporta da ragioniere, da commissario contabile. Cala sul territorio un piano di tagli ma senza una vera mappa sanitaria che ci parli dei servizi, di come vengono trasformati o implementati, di come sarà la rete del 118 e così via. Ora, i tagli sono certamente previsti dalla legge, ma possono essere più sopportabili se vengono concertati col territorio. Quello che vedo è solo una grande sofferenza del sistema sanitario e una grande sollevazion
e degli operatori e delle istituzioni e in mezzo il cittadino che paga molte tasse per un servizio che rischia di sparire».
Voi criticate anche il rapporto pubblico privato che il piano non sanerebbe. «Il riequilibrio pubblico-privato non è una battaglia ideologica. Se volessi fare della demagogia direi che mentre il pubblico soffre il privato va in barca. Il privato è complementare al pubblico, allora mi piacerebbe sapere cosa fa, cosa prevede la mappa della sanità regionale, quali servizi svolge».
Ci sono territori più penalizzati?
«Io non penso tanto alla vicenda di ogni singolo territorio. Credo però che i cittadini dell'Abruzzo interno siano più svantaggiati. Ma vedo anche una riduzione di servizi in presidi più importanti, a Chieti o Pescara».
In conclusione qual è la vostra proposta? «Noi siamo convinti del fatto che qualche ospedale venga perso, ma li si può trasformare in centri polispecialistici, in centri ambulatoriali avanzati, integrandoli con i servizi del piano sociale regionale. Noi siamo disposti a discutere della nuova mappa anche in modo dettagliato. Purché si cominci a farlo».
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19 luglio 2010