di Melissa Di Sano
Lo stabilimento Honda in Val di Sangro
ATESSA. Da Barcellona ad Atessa. La Honda punta sullo stabilimento abruzzese e concentra qui la produzione europea. Da aprile il colosso nipponico ha chiuso lo stabilimento spagnolo e ha dirottato in questo spicchio d'Abruzzo la produzione di modelli come la Transalp, la Deauville, il Varadero e il Varadero 125. Si tratta di circa 15mila pezzi in più che renderanno maggiormente competitivo lo stabilimento di Atessa. Con quasi quarant'anni di storia alle spalle, l'impianto, nato nel 1971, conta attualmente circa mille dipendenti, mentre nel 2008 le unità lavorative erano appena sopra le 800.
Tra auto, moto, scooter e prodotti power (rasaerba, motozappe, macchine industriali) le fabbriche Honda sono 54 nel mondo. «Fino a tre anni fa avevamo cinque stabilimenti che producevano moto, i due giapponesi sono stati accorpati in quello di Kumamoto, come pure quello americano, mentre la produzione spagnola ora viene effettuata ad Atessa», spiega
Silvio Di Lorenzo (nella foto) vice presidente della Honda Italia.
I dati parlano di crisi anche in questo settore, tanto che la produzione di moto e scooter nello stabilimento abruzzese è passata dai quasi 154mila pezzi del 2008 ai 105mila 800 del 2009, mentre quella dei motori è scesa da 651mila unità a 411mila. E il fatturato nell'ultimo anno fiscale, che si è chiuso il 31 marzo, è stato di 650 milioni di euro, contro i 740 dell'anno precedente.
Nonostante questi numeri la scelta dell'azienda, in controtendenza, è stata quella di puntare sull'Italia, e in senso s
tretto sulla provincia di Chieti, affrontando la congiuntura
economica con un ricorso moderato alla cassa integrazione e con
l'utilizzo dei prepensionamenti per ridurre la manodopera di una
quarantina di unità. Su tutto un atteggiamento di vicinanza al
territorio: «Siamo radicati qui e chi lavora con noi non viene mai
da una distanza superiore ai trenta chilometri, è la nostra
politica e dà i suoi frutti», continua Di Lorenzo, «le persone
operano meglio e con più fiducia, sapendo che anche la carriera
avviene internamente».
L'anno prossimo lo stabilimento di Atessa festeggerà quarant'anni
di attività, «anni in cui», prosegue Di Lorenzo, «abbiamo raggiunto
un livello di eccellenza sotto il profilo della qualità». Le
performance raggiunte dall'impianto hanno sicuramente influenzato
la scelta dei vertici della Honda Motor di puntare sull'Abruzzo,
«ma chiaramente si tratta di una decisione strategica in quanto
l'azienda ha dovuto valorizzare al meglio le risorse produttive in
campo, in un momento difficile sul mercato per il settore moto».
Secondo il vice presidente, l'impianto di Atessa, che si sviluppa
su una superficie di più di 135mila mq, di cui 44mila 700 coperti,
ha poco da invidiare a quello del Sol Levante: «Il nostro livello
interno è comparabile con quello giapponese, mentre il livello
della fornitura dei componenti locali è da migliorare».
Fonderia, saldatura, verniciatura e assemblaggio sono alcuni dei
reparti in cui avviene il processo di produzione. E poi il
controllo tridimensionale dei componenti lavorati, effettuato dalla
macchina "Mitutoyo", che consente di elaborare statisticamente
misurazioni rilevate al millesimo di millimetro.
Ma i punti di forza di Atessa non sono solo tecnologici, esiste
anche una rinnovata fiducia tra le parti. «Honda Italia e le
organizzazioni sindacali si riconoscono da sempre come
interlocutori stabili di un sistema consolidato», osserva Di
Lorenzo, che però ribatte ad una recente dichiarazione, apparsa
sulla stampa nazionale, del segretario generale della Fiom-Cgil,
Marco Di Rocco, che aveva definito «folklore» i
"circoli di qualità", quella metodologia aziendale secondo cui
gruppi di lavoratori si incontrano con il management per discutere
e proporre azioni migliorative. «Sono battute che non si fanno»,
afferma Di Lorenzo, «in realtà si tratta di una tradizione
consolidata capace di coinvolgere i lavoratori, ad ogni livello
dell'organizzazione».
Non è uno che le manda a dire Di Lorenzo: «Per principio non
nascondo niente, la trasparenza per me è fondamentale, anche per
questo il rapporto con i sindacati è pienamente nella normalità».
Dal 1971 i passi in avanti si sono susseguiti, nel 1985 sono
iniziate le esportazioni, che hanno assunto sempre maggiore
importanza, e nel 2000 è avvenuta l'apertura della direzione
generale e commerciale a Roma. Lo stesso edificio ospita anche la
scuola di addestramento tecnico della Honda Italia.
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4 luglio 2010