di Flavia Buccilli
PESCARA. E' stata ricoverata in ospedale per un intervento di routine ma in sala operatoria sono sorte delle complicazioni improvvise, che hanno reso necessario un secondo intervento. Dopo qualche giorno, però, la paziente è morta. Aveva 61 anni. I familiari della donna, disperati per l'accaduto, si sono rivolti alla magistratura perché vogliono vederci chiaro e capire se ci siano responsabilità mediche dietro il decesso. La procura ha aperto un fascicolo e iscritto un medico sul registro degli indagati. Un atto dovuto per effettuare l'autopsia e consentire al professionista di nominare un proprio consulente che assistesse all'esame.
Per il momento il caso sanitario di cui è stata protagonista A.D.F., che viveva a Pescara, è avvolto nel mistero. La donna è stata ricoverata allo Spirito Santo negli ultimi giorni di maggio. Doveva subire un intervento ginecologico di routine. I problemi sarebbero sorti in sala operatoria. Durante l'intervento, sarebbe stato necessario l'ingresso in sala anche di un urologo, a causa di alcune complicanze. Poi, una volta conclusa l'operazione, la donna è stata riportata in reparto. Il decorso post operatorio sarebbe stato prima regolare e poi avrebbe presentato dei problemi. Sarebbe stato indispensabile, quindi, tornare in sala operatoria per un secondo intervento, stavolta affidato ai chirurghi.
Con il passare dei giorni le condizioni della paziente sarebbero peggiorate, fino ad arrivare a sabato, quando la donna è morta, nel reparto di Chirurgia. Dopo aver saputo della tragica fine, i familiari hanno chiesto spiegazioni in rep
arto e poi si sono rivolti alla magistratura, perché vogliono capire con esattezza che cosa sia successo, considerato che l'intervento ginecologico programmato non sembrava poter mettere a repentaglio la vita della paziente.
Il sostituto procuratore che si sta occupando del caso è Paolo Pompa, il quale ha subito disposto il sequestro della cartella clinica e ieri pomeriggio ha fatto eseguire l'autopsia, affidando l'incarico a Giuseppe Sciarra. Con lui c'erano anche tre periti, che sono stati nominati dalla famiglia della degente, dall'ospedale e dal medico indagato. Saranno loro, nelle prossime ore, a riferire alla Procura della Repubblica perché sia avvenuto il decesso della paziente, consentendo così di appurare se si possano rinvenire delle responsabilità precise dietro questa morte.
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22 giugno 2010