di Laura Venuti
SPOLTORE. «
No, guardi, la cassa per
disabili può essere usata solo da chi è sulla sedia a rotelle».
Ecco cosa si è sentito rispondere il padre di una ragazza autistica
che, in difficoltà perchè la figlia doveva uscire, ha chiesto di
usare la cassa preferenziale di un centro commerciale.
«Sabato pomeriggio, intorno alle sette» racconta il signor Egeo, un
impiegato di Spoltore, «sono andato con mia moglie e mia figlia,
che ha 20 anni ed è autistica, a fare la spesa in un grande centro
commerciale». «Quando avevamo quasi finito», racconta l'uomo,
«mia figlia ha iniziato a spazientirsi. Voleva andare via di lì. E
chi ha avuto a che fare con una persona autistica sa che è molto
difficile cercare di calmarla quando decide una cosa». A quel punto
il signor Egeo ha provato ad andare alla cassa riservata a disabili
e donne incinte per pagare la sua spesa e andare via il prima
possibile.
«Il cassiere mi ha detto che io la cassa per disabili non la potevo
usare perchè, secondo una disposizione arrivata dall'alto, è
riservata solo a chi è sulla sedia a rotelle. Ho insistito cercando
di fargli capire il mio problema, ma lui mi ha detto che non poteva
farci nulla e di chiedere il favoore alla signora che era
all'inizio della fila». Per il signor Egeo, però, non è una
questione di favori, ma di diritti. «Io vorrei non dover
elemosinare quello che dovrebbe essere un mio diritto.
Per assistere mia figlia che è disabile da vent'anni affronto già
una lotta quotidiana con una burocrazia che è un muro, non voglio
trovarmi alle sette di sabato sera in un supermercato strapieno a
dover spiegare davanti a tutti perchè devo andare via. E'
complicato, ed è anche umiliante. Il cassiere ovviamente non ha
colpa, ma vorrei sapere se chi ha dato questa disposizione ha idea
di quali problemi abbiano i disabili. E soprattutto vorrei che
nessun'altra famiglia si trovasse in questa situazione».
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RISERVATA
21 giugno 2010
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