di Laura Venuti
l'area di servizio degli scontri
PESCARA. Hanno assaltato un pulmino di tifosi del Lecce con spranghe, cinghie, bastoni, pietre. Persino con un estintore. Poi hanno rubato sciarpe, soldi, vestiti e sono scappati. Ma la fuga degli ultras pescaresi è durata pochissimo. La polizia li ha rintracciati e arrestati poco dopo. Denunciato anche un minorenne. «E' stato un raid in piena regola», racconta un testimone. E l'assalto al pulmino è solo uno dei tre episodi della serata di violenza che si è vissuta sull'A14.
Sono nove i tifosi del Pescara arrestati per gli scontri di domenica sera nell'area di servizio Metauro Ovest di Mondolfo, in provincia di Pesaro e Urbino, al rientro dalla trasferta a Reggio Emilia.
Con loro è stato denunciato anche un minorenne, fratello di due degli arrestati. E non è detto che sia finita qui: la polizia sta ancora cercando di rintracciare altri tifosi che avrebbero partecipato al raid.
La questura di Pesaro ha reso note solo le iniziali e l'età degli arrestati. Gli ultras, che in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto prevista per oggi sono stati rinchiusi nel carcere di Villa Fastiggi a Pesaro, sono i gemelli D.R. e A.R. di 22 anni, M.D. di 29 anni, B.F. di 32 anni, F.I. di 19 anni, L.D. di 27 anni, A.A. di 22 anni, L.P. e M.P. di 20 anni. Sono tutti nati a Pescara salvo uno, nato a Chieti. Per tutti al momento l'accusa è di rapina aggravata in concorso, ma nelle prossime ore si potrebbero aggiungere anche lesioni e danneggiamento.
L'assalto al pulmino che trasportava a casa otto tifosi leccesi c
he rientravano in Salento dopo la partita con il Vicenza è andato
in scena in un'area di servizio piena di tifosi di varie
squadre.
IL TESTIMONE: UN RAID Ad assistere alla scena,
allibiti, anche molti tifosi pescaresi. «E' stato un vero e proprio
raid durato non più di due o tre minuti», racconta uno di loro.
«Abbiamo visto questo furgoncino preso d'assalto da un gruppo di
persone, almeno una decina, scese da un furgone e da una macchina,
tutti e due scuri. Gli assalitori hanno colpito il pulmino con
tutto quello che avevano a disposizione: c'era chi usava la
cinghia, chi le spranghe, chi tirava pietre. Uno di loro a un certo
punto ha tirato un estintore contro il furgoncino».
«Si avvicinavano, colpivano e si allontanavano di nuovo» racconta
il testimone, «alcuni di loro hanno anche aperto il portellone del
furgoncino, hanno tirato fuori borsoni, vestiti, tutto quello che
c'era e hanno rovistato lì in mezzo, forse alla ricerca di qualcosa
da rubare. Poi sono risaliti sui loro mezzi e sono scappati.
L'assalto è stato talmente violento che pensavamo dentro il pulmino
non ci fosse nessuno. Siamo tutti rimasti sorpresi quando abbiamo
visto uscire i leccesi che si erano barricati dentro».
L'INUTILE FUGA I pescaresi che viaggiavano sul
furgone non sono arrivati molto lontano. La polizia stradale,
allertata dai testimoni, è arrivata qualche secondo dopo, ha preso
il numero di targa dai testimoni e ha cominciato l'inseguimento. Il
mezzo è stato rintracciato sull'A14 pochi chilometri più a sud. I
tifosi sono stati bloccati dagli agenti e costretti a uscire al
casello di Senigallia. Sul furgone la polizia ha ritrovato le
sciarpe e gli altri oggetti rubati ai leccesi, tra cui anche le
chiavi del pulmino, e anche le spranghe, i sassi e le cinghie usati
per l'assalto. Manca però all'appello l'altra auto da cui vari
testimoni hanno visto scendere altri tifosi che avrebbero
partecipato al raid.
VIOLENZA SULL'A14 E' stato un ritorno a base di
scontri quello dei tifosi di Pescara, Lecce e Crotone sull'A14. I
gruppi che arrivavano rispettivamente da Reggio Emilia, Vicenza e
Cittadella si sono incrociati almeno altre due volte, oltre che
nell'area di servizio Metauro Ovest. A Foglia Ovest, vicino a
Pesaro, un bus di tifosi del Crotone si è incrociato con un folto
gruppo di pescaresi e leccesi. I calabresi avrebbero tentato di
rubare nel negozio dell'area di servizio, per poi pagare tutto
quello che avevano preso, mentre fuori i tre gruppi erano sul punto
di scontrarsi. Solo l'intervento della polizia è riuscito a evitare
un altro contatto.
Più a sud, al Conero, sassaiola tra pescaresi e leccesi, sedata
anche in questo caso dalla polizia.
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25 maggio 2010