di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Questa scuola va rifatta così. Era questo il mandato aquilano di Carlo Strassil ingegnere, che l'Abruzzo aveva imparato a conoscerlo 10 anni fa. Mandato del Provveditorato Opere pubbliche guidato da Giovanni Guglielmi, amico di quel Di Nardo vicino ai Casalesi.
IL FILO ROSSO. Dal mare ai monti, appunto. A leggere le carte dell’inchiesta pescarese sulla truffa della strada fantasma si rintraccia un filo rosso che unisce trame, patti e parcelle d’oro della cricca degli appalti. Dai grandi eventi al G8 della Maddalena, dalla strada che non c’è fino al post-terremoto all’Aquila. Un sistema dove si mescolano i ruoli dei controllori e dei controllati, in un contesto di corruzione.
QUELLI DELLA CRICCA. Chi sono i personaggi indagati a Pescara e impelagati anche nelle vicende della ricostruzione aquilana, già oggetto d’indagine dalle Procure di Firenze, Perugia e L’Aquila? Il «pezzo grosso» è
Fabio De Santis, l’ingegnere che dava il «6 e mezzo» alle ragazze che, secondo l’accusa, gli venivano procurate, da chi voleva ottenere gli appalti, come contropartita di favori di varia natura. Funzionario delegato alla gestione Grandi eventi e poi provveditore alle Opere pubbliche in Toscana, secondo le carte dell’inchiesta fiorentina su appalti e corruzione, che gli è costata l’arresto, avrebbe aiutato imprenditori a lui vicini per far ottenere loro appalti del G8 della Maddalena e dei Mondiali di nuoto a Roma e delle celebrazioni del 150º dell’Unità d’Italia. In cambio: au
tomobili, cellulari, arredi, prestazioni sessuali.
«Possiamo piglià tutto quello che ci pare». Mentre parla al
telefono col fratello imprenditore, dice: «...te l’ho detto di L’A
quila...gli ho detto... Die’ (per il gip parla dell’altro arrestato
Diego Anemone, ndr)...una cosa è certa...ho detto
che lui...ha fatto...diciamo...è della squadra ma è stato in
panchina...gli altri giocavano...capito?». Fu
Bertolaso, pure lui indagato per corruzione nell’i
nchiesta fiorentina, a cacciare
De Santis dai
lavori alla Maddalena. «L’ho rimosso io, perché mi ha proposto un
raddoppio dei costi. da 300 a 600 milioni. Ho rivisto tutto con un
professionista e abbiamo chiuso con 320». Ma nulla fermò lo sbarco
in Abruzzo.
STRASSIL, L’AQUILANO. Di consulenza in consulenza,
grazie ai buoni uffici del
De Santis provveditore
a Firenze, all’ingegnere Strassil arriva un altro lavoro in
Abruzzo. Il tutto per la gioia della cricca, che il 21 gennaio è in
festa perché, come si dicono al telefono
Francesco Maria De
Vito Piscicelli (quello che rideva la notte del sisma) e
Antonio Di Nardo (il dipendente del ministero che
per la Dia di Napoli è «persona vicina al clan dei Casalesi»), «Hai
visto Gianni (Guglielmi, ndr)». «Sì, Gianni è andato là. Fabio è
andato lì, a Firenze». «Questa è la risposta: voi cacate ’o cazzo?
e io tengo pure un altro provveditore oltre quello di Roma».
È proprio l’ufficio del superprovveditore di Roma, che sovrintende
anche su Sardegna e Abruzzo (Maddalena e L’Aquila, dal G8 al
terremoto) e che è anche soggetto attuatore della ricostruzione all’
Aquila, a conferire l’incarico a Strassil: gestione delle attività
di controllo e certificazione dell’abitabilità degli edifici
scolastici. Ferie all’Aquila, insomma, per l’ingegnere arrestato
nell’ambito dell’inchiesta pescarese dove, tra l’altro, è emerso
che si sarebbe «autoliquidato» un compenso di 2,3 milioni di euro
di progettazione versati dall’Anas. Nella città devastata dal
terremoto Strassil viene avvistato svariate volte, ma sempre al
chiuso delle stanze del potere.
Non un’uscita pubblica. La consulenza in questione, sulla quale il
Provveditorato potrebbe essere chiamato presto a rendicontare ai pm
della procura aquilana, si è incentrata sulle valutazioni di
carattere tecnico sulle strutture scolastiche danneggiate dal
terremoto. In particolare, all’ingegnere è toccata la valutazione
sugli interventi da mettere in atto prima della riapertura dei
vecchi stabili, della città e degli altri centri del cratere
sismico, da sottoporre a lavori di ristrutturazione e adeguamento
sismico. Ma non solo. Il parere autorevole di
Strassil è stato richiesto anche per alcune delle
famigerate rotatorie che hanno invaso la città dopo il terremoto.
Lavori sempre affidati al Provveditorato alle Opere pubbliche, che
ha curato la viabilità del G8.
«QUELLO VUOLE L’ANAS». Il legame con l’Anas torna,
invece, associato al nome di
Guglielmi. Dalle
carte fiorentine si evince che il controllore dei lavori post-sisma
all’Aquila era interessato a scalare posti all’Anas. Il giudice
contabile
Sancetta, intercettato, dice: «M’ha
detto: appena capita qualche cosa di buono senz’altro. Questo mo’
vuole un favore: vuole fare l’amministratore delegato dell’Anas e
chiede di essere sostenuto».
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21 aprile 2010