di Antonio De Frenza
PESCARA. «Frammentario, dispersivo, senza interventi di rilievo». Suonano come una bocciatura le osservazioni che il ministero dello Sviluppo economico ha mosso al programma della regione Abruzzo legato all’utilizzo degli 854 milioni di fondi Fas.
I rilievi sono riportati in una lettera datata 4 febbraio (diffusa solo ieri dal gruppo consiliare del Partito democratico), nella quale vengono trasmesse le osservazioni del ministero alla Regione.
Le osservazioni investono numerosi punti del programma ma si concentrano sulla frammentarietà degli interventi e sulla loro dispersione territoriale. Fondi Fas a pioggia, dunque, obietta il ministero, un controsenso per finanziamenti che dovrebbero essere per «progetti realmente strategici» per lo sviluppo della Regione.
«Il risultato», commenta il Pd, «è che mentre regioni come Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Toscana, Lombardia, Umbria, Marche e Valle D’Aosta già utilizzano i loro fondi Fas, l’Abruzzo è indietro e perde competitività rispetto a questi territori».
La Regione si è messo al lavoro per modificare il programma sulla base dei rilievi del ministero (vedi box di lato). In particolare, da Roma arriva la raccomandazione a valutare «l’effettiva congruità per alcune piccole e piccolissime azioni»; o, nel caso delle infrastrutture per la mobilità, a concentrare i fondi sui porti di Ortona e Giulianova, evitando di disperdere risorse per «funivie, cabinovie, seggiovie e impianti a fune in genere». Disco rosso anche per i finanziamenti previsti per eventi cu
lturali, sportivi e fiere, a meno che la Regione non convinca il
ministero che si tratta di eventi che «determinano ritorni
economici significativi per il territorio». Ultima raccomandaziuone
è quella di verificare che siano disponibili le risorse per il
cofinanziamento dei progetti, visto che il Fas copre solo una
percentale del costo di ogni singolo intervento.
Per il capogruppo del Pd
Camillo D’Alessandro
«questa battuta d’arresto deve essere l’occasione per cambiare
metodo, sfrondando gli interventi e cancellando le partite
clientelari».
Per
Giovanni Di Fonzo, coordinatore Pd, «occorre
convergere rapidamente per la chiusura della fase di progettazione
stabilendo anche una data».
Critiche sono state rivolte alla Regione da Cna e Uil. Per
Graziano Di Costanzo direttore regionale dell’a
ssociazione artigiana, «occorre chiudere in fretta la partita
perché l’Abruzzo ha bisogno di quei soldi». Per
Roberto
Campo, segretario regionale della Uil, «è grave che la
Regione dopo aver firmato un protocollo con i sindacati sul
programma Fas non abbia comunicato la bocciatura del ministero». Ma
non è questo l’unico rilievo del sindacato: «Sono mesi che Chiodi
annuncia l’arrivo di 300 dei 1.070 milioni del masterplan, ma in
verità è tutto fermo: mancano le risorse, e dove ci sono le risorse
mancano i progetti».
Con i Fas la Regione è in ritardo di almeno due anni. Il dossier
era stato aperto ai tempi della giunta Del Turco. Poi con il
sopraggiungere della crisi il ministro Tremonti aveva deciso di
riaccorpare a Roma tutte le risorse, per poi ridistribuirle dopo le
proteste dei governatori. Nel frattempo la Regione ha cambiato
governo e colore e il primo piano d’intervento è stato modificato.
E bocciato.
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20 aprile 2010