L'ingegner Carlo Strassil, è stato arrestato in un'inchiesta nella quale sono indagati anche l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, arrestato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena, e gli imprenditori Carlo, Paolo e Alfonso Toto; l'indagine è relativa alla mancata realizzazione della strada "Mare monti" in provincia di Pescara.
Tra gli altri indagati figurano anche l'ex presidente della Provincia di Pescara, Luciano D'Alfonso, già sindaco di Pescara, e Valeria Olivieri, commissario straordinario. Indagati anche Roberto Luccitti, funzionario Anas e responsabile del procedimento; Paolo Lalli, direttore dei lavori ed il geologo Angelo Di Nigni. Le accuse a vario titolo sono di corruzione e truffa, mentre D'Alfonso deve rispondere solo di concorso in truffa. Per l'accusa l'ex presidente della Provincia di Pescara sarebbe stato il referente politico dei Toto. L'inchiesta riguarda un arco di tempo che va dal 2001 al 2008.
Alla "Toto Costruzione Spa" sono stati sequestrati 2 milioni di euro, a Strassil un milione di euro e 170 mila euro alla società "Archingroup" riconducibile a Strassil e 200 mila euro alla società "R&L" del figlio.
L'arresto di Strassil è stato eseguito dal corpo forestale di Pescara su disposizione del Gip Luca De Ninis che ha accolto le richieste del Pm Gennaro Varone. L'ingegnere, 63 anni, è stato arrestato nella sua casa romana. La magistratura ha anche disposto il sequestro preventivo di beni ed immobili per circa 3,5 milioni, ritenendo che si tratti di somme derivant
i dagli illeciti commessi. I sequestri sono stati eseguiti in Abruzzo e nel Lazio.
Strassil era il progettista della S.S. 81 meglio nota come "Mare e Monti", ed era stato incaricato dal commissario straordinario Valeria Olivieri.
L'indagine "Mare e Monti" fu avviata nel 2008 con il sequestro del tratto di S.S. 81 realizzato senza autorizzazioni dentro alla Riserva naturale del Lago di Penne.
In quella circostanza gli investigatori avrebbero accertato diverse ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione, risalenti al 2000, anno della prima gara di appalto per la realizzazione del tratto stradale. Secondo l'accusa l'ing. Strassil avrebbe svolto un ruolo di intermediazione tra i pubblici ufficiali e l'impresa Toto. In sostanza l'appalto per la realizzazione della statale "Mare-Monti" sarebbe stato stravolto in modo da renderlo economicamente più vantaggioso
per l'impresa Toto. A Toto sarebbe stato riconosciuto anche un risarcimento per "fermo cantiere" par a due milioni di euro. Sempre secondo l'accusa glio atti pubblici e quindi anche il
progetto rivisto sono stati redatti direttamente dall'impresa Toto che mediante Strassil sono stati firmati dai pubblici ufficiali. Per questa attività Strassil si è autoliquidato oltre 3 milioni di euro.
19 aprile 2010