Un anno fa la terra d’Abruzzo è stata colpita dal devastante terremoto che si è abbattuto su L’Aquila e sulle zone circostanti. Una tragedia che ha provocato pesanti, inconsolabili lutti e gravi sofferenze - queste ultime non ancora pienamente superate - alla popolazione, e che ha nello stesso tempo procurato danni ingenti al tessuto urbano e al prezioso patrimonio culturale e artistico di un territorio di antica civiltà.
Di fronte a quei drammatici eventi, l’Italia ha saputo unirsi con esemplare slancio e generosità. L’azione di soccorso e di assistenza ha visto la mobilitazione rapida ed efficace di tutti i soggetti istituzionali e del mondo del volontariato.
Desidero ancora una volta sottolineare, come già ebbi modo di fare nel corso della mia visita a L’Aquila all’indomani del terremoto, la grande intesa e sinergia che si è venuta a stabilire a tutti i livelli: corpi militari, vigili del fuoco, autorità regionali e locali, con la piena assunzione di responsabilità operative e di coordinamento da parte del Dipartimento della Protezione Civile efficacemente diretto.
Un riconoscente pensiero rivolgo in particolare al corpo dei Vigili del fuoco la cui bandiera ho voluto decorare in Quirinale.
La Protezione Civile costituisce un sistema complesso – al cui vertice si colloca l’apposita struttura costituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e presente anche capillarmente sul territorio – destinato ad interagire con le altre istituzioni pubbliche centrali e locali, per mobilitare e integrare tutte le energie e le compe
tenze che occorre coinvolgere nelle situazioni di emergenza.
Un modello organizzativo sviluppatosi e progressivamente
perfezionatosi a partire dagli anni ’90, dotato di poteri
eccezionali e che ha raggiunto livelli di straordinaria efficienza,
riconosciuti anche a livello internazionale. Un modello che è
chiamato a fronteggiare le calamità naturali e ad esse deve
dedicarsi, senza perdersi in altre direzioni di intervento pubblico
per ovviare alle lentezze di procedure ordinarie non ancora
rinnovate e semplificate come è necessario da tempo.
In questo sistema si inserisce armonicamente l’insostituibile
apporto dei volontari, una ricca e variegata realtà di
associazioni, movimenti e singoli cittadini, capace di mobilitarsi
con sorprendente tempestività per offrire spontaneamente e
gratuitamente il proprio aiuto a tutti coloro che si trovano in
difficoltà. A questi uomini e a queste donne, tra cui tanti
giovani, che costituiscono una preziosa ricchezza del nostro
tessuto civile, testimoniando costantemente il valore della
solidarietà, va la profonda gratitudine di tutto il Paese e di
quanti hanno potuto direttamente sperimentarne la generosità e il
calore umano.
Desidero infine rinnovare - anche alla luce delle prove di
coraggio e di adattamento fornite nel corso di un anno così
difficile - il giusto riconoscimento della dignità, della fierezza
e della capacità di reazione con cui la popolazione colpita dal
terremoto ha saputo affrontare lutti e difficoltà di ogni genere.
Nel ricordo delle vittime, rinnovo ai familiari sentimenti di
commosso cordoglio e di vicinanza, anche a nome dell’intera
Nazione, ed auspico che l’impegno di partecipe solidarietà
manifestatosi in occasione del terremoto possa ancora sorreggere lo
sforzo di ricostruzione del centro storico de L’Aquila e possa più
in generale costituire un esempio per affrontare, con lo stesso
spirito di forte coesione istituzionale e sociale, le sfide che il
Paese è chiamato ad affrontare nell’attuale difficile fase
economica interna e internazionale.
Giorgio Napolitano
5 aprile 2010