di Andrea Mori
PESCARA. L’accordo viene dato per fatto, la rincorsa Neuromed al Gruppo Angelini si è conclusa. L’azienda molisana rileva le società non fallite di Villa Pini, dalla San Stefar alla Sanatrix. I termini dell’operazione saranno ufficializzati tra lunedì e martedì.
«Tutto è lineare, siamo convinti di portare a compimento la trattativa»: sono le parole di un dirigente dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) che confermano che si è chiuso il cerchio attorno alle società satellite di Villa Pini, specializzate nella riabilitazione.
L’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, che oltre un mese fa ha presentato la proposta di affitto per l’intero gruppo sanitario di
Vincenzo e
Chiara Angelini, avrebbe così bruciato sul tempo l’offerta dell’abruzzese Ddp servizi sanitari Spa, che fa capo all’imprenditore teatino
Paolo Primavera. Manifestazioni d’interesse erano state espresse anche di recente dalla Regione e dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti per l’importanza sociale che hanno i servizi della riabilitazione e dell’assistenza domiciliare, senza però che sfociassero in qualcosa di più concreto. Alla fine dovrebbe essere la Neuromed, riconducibile alla famiglia dell’eurodeputato del Pdl
Aldo Patriciello, a spuntarla in virtù anche di una serie di incontri che i dirigenti molisani avrebbe avuto direttamente con la famiglia Angelini.
Si parla di cessione di quote, di affitto d’azienda (esclusa la società Villa Pini che non può essere venduta perché
fallita e per la quale eventualmente si dovrà ricorrere a un bando
concorsuale). Di certo c’è che dell’operazione dev’essere informato
il curatore fallimentare del Gruppo Villa Pini e che solo dopo, i
già citati due giorni, sarà possibile conoscere i termini
finanziari dell’operazione.
I dirigenti Neuromed tra l’altro non legano l’esito positivo della
trattativa alla sentenza con la quale il Tar ha annullato i tagli
della Regione ad Angelini, autorizzando risarcimenti per una
ventina di milioni. Dicono, si lasciano sfuggire i rappresentanti
del gruppo molisano, che è «solo una ciliegina sulla torta», che a
loro comunque già piaceva molto.
La questione accreditamenti appare vincolante nell’offerta
molisana, accreditamenti che sono attualmente sospesi dalla Regione
(il tetto di spesa a favore dell’intero gruppo è tra i 50-60
milioni) perché Angelini non paga da 355 giorni i dipendenti. La
legge sulla sospensione scade tuttavia il 15 aprile, e con l’arrivo
della Neuromed le cose cambierebbero.
C’è poi un altro punto che può aver contribuito a dare un
ulteriore spinta alla chiusura della trattativa. Sulle società
della riabilitazione che appartangono a Villa Pini incombono i
controlli del tribunale. Esiste, nel caso-limite in cui i
rendiconti non dovessero essere trovati in regola, l’ipotesi che le
società siano dichiarate fallite.
L’assessore regionale
Lanfranco Venturoni (vedi
articolo in basso) ha chiesto ai prefetti delle quattro province la
possibilità di sottoporre a sequestro le strutture delle società
minori del Gruppo Villa Pini a tutela dei lavoratori che non
vengono pagati. Ma anche in questo caso il passaggio entro breve
tempo della proprietà alla Neuromed eviterebbe un’altra triste
puntata a questa brutta storia che di tutto avrebbe bisogno fuorché
di un futuro già compromesso.
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21 marzo 2010