di Paola Aurisicchio
PESCARA. «Il teatro Michetti è un contenitore vuoto: è impraticabile, mancano le norme di sicurezza e il quadro elettrico deve essere riparato. Ma per il teatro abbiamo messo a disposizione 400 mila euro e per il 6 agosto contiamo di restituire l’agibilità alla struttura».
Il 6 agosto 2010, il Michetti avrà 100 anni: un secolo iniziato con la rappresentazione del «Werther» di
Jules Massenet e travagliato da un incendio, sotto la Seconda guerra mondiale e, nella storia più recente, dall’arrivo della multisala, da un cantiere aperto per il restauro della facciata e dall’attesa, di oggi, di un altro cantiere, questa volta interno, che renda agibile definitivamente la struttura. L’assessore alla Cultura,
Elena Seller, è ottimista: «I sopralluoghi sono stati fatti, i lavori inizieranno a breve e proseguiranno per lotti. Per il centenario, che cade il 6 agosto, il Michetti sarà pronto».
La cifra stanziata dal Comune è di circa 400 mila euro. «E vorrei», prosegue l’assessore Seller, «che il Michetti conservasse la sua destinazione: che continuasse a essere un palcoscenico per le tante compagnie teatrali che ci sono a Pescara». La pensa così anche il presidente del consiglio comunale,
Licio Di Biase, che, alla ricerca della perduta identità pescarese, tiene a dire: «Il Michetti rappresenta l’identità della città e anche se adesso è inagibile, faremo di tutto per celebrare la data del centenario. Che indirizzo dare alla struttura? Bisogna dare alla città quello di cui ha bisogno: ovvero un teat
ro e il Michetti deve conservare la sua originaria destinazione».
E’ un teatro, quindi, l’idea di Di Biase e dell’assessore Seller per il rilancio culturale di Pescara. Rappresentazioni che vanno ad aggiungersi a un festival della letteratura, sulla falsariga di quello di Mantova, proposto da politici e artisti durante il convegno «Dieci idee per la cultura a Pescara» che si è svolto al conservatorio D’Annunzio. Idee che però devono trovare una sede, come la Pineta, «una scenografia naturale per uno spettacolo», secondo una proposta fatta da
Pietro Buontempo, attore e regista vastese, rappresentante del sindacato degli artisti, o tornare invece nelle loro sedi originarie, come il Michetti.
Cosa manca al cinema Michetti per riprendere la sua storia? Cinque mesi di lavori e 400 mila euro che l’amministrazione ha stanziato per l’edificio quasi di fronte a un altro simbolo della città, la cattedrale di San Cetteo. Un’agibilità lamentata dall’ex assessore alla Cultura,
Paola Marchegiani, oggi consigliere Pd, dopo aver ricordato che il teatro è stato acquistato dall’ex sindaco
Luciano D’Alfonso per la cifra di circa 2 milioni e 300 mila euro.
14 marzo 2010