di Giuseppe Boi
VASTO. Si interrompe alle 23,16 di martedì 8 marzo il sogno di
Alberto Baiocco di vincere l'edizione 2010 del Grande Fratello. Il
concorrente abruzzese del reality show si classifica quarto. E la
sua eliminazione rovina la festa di Vasto, che si era mobilitata
per il suo concittadino. C'era mezza città ieri, al teatro
Politeama Ruzzi, per assistere all'atto finale del programma
televisivo e tifare per la vittoria del vastese. La cittadina ha
cercato di spingere in tutti i modi il proprio concittadino al
successo. Hanno creato magliette, spille e cioccolatini. Hanno
affisso manifesti e persino regalato sim card per inviare sms. Non
è bastato. Il vincitore è stato Mauro Marin, 29 anni di
Castelfranco Veneto (Treviso). Secondo classificato Giorgio
Ronchini, 26enne di Marcon (Venezia), terza Cristina Pignataro,
milanese anche lei di 26 anni.
Alberto è eliminato al rush finale, dopo 5 mesi nella casa. Una
permanenza particolare, segnata dalla sua religiosità, sempre
proclamata ma mai ostentata, e dalla probabile nascita di un amore.
Quello che lo ha unito a un'altra concorrente del reality: Mara
Adriani. La romana di 22 anni è riuscita a strappare baci e carezze
al vastese che ora punta a costruire qualcosa di solido e
importante con lei.
Il futuro è segnato di rosa, ma il presente è piuttosto grigio.
L'eliminazione di Alberto ha rovinato la festa vastese, attesa e
sperata. Una festa svanita di cui però resta qualcosa: la grande
mobilitazione e le oltre 800 persone che hanno riempito il teatro
Politeama. «Nessuno di noi pensava di riuscirci», dice Francesco,
uno degli organizzatori. Invece, un'ora prima della diretta dalla
casa di Cinecittà la platea del teatro è tutta esaurita. Arrivano i
vigili del Fuoco e viene aperta anche la galleria.
L'entusiasmo è a mille. La maggior parte dei presenti non ha
ancora la maggiore età. Comincia la trasmissione e il clima al
Politeama si scalda. I 600 posti a sedere sono esauriti e le
persone assistono in piedi, mentre all'ingresso la protezione
civile non fa entrare più nessuno.
I presenti esplodono in gridi di gioia ogni volta che Alberto
compare sullo schermo. La trasmissione segue il suo corso in attesa
del verdetto. In studio sfilano gli eliminati e la regia manda
spezzoni dei cinque mesi trascorsi nella casa. Poi entra Paolo
Bonolis che intervista i finalisti e, naturalmente, Alberto. Ogni
parola del vastese è accompagnata da un applauso, che diventa
apoteosi quando passano le immagini della Gialappas. Alberto e il
suo mangiarsi le parole sono ciò che i suoi sostenitori temono di
più. Ma il conduttore televisivo lo trasforma in una macchietta che
«non lo penalizza, anzi lo aiuta a essere ancora più
simpatico».
Il teatro è una bolgia. Applausi, urla e il tifo sale alle stelle.
«Quanto è bello!», esclama una ragazza. Indosso ha la maglietta con
la foto dell'idolo vastese. Una maglia che in città è diventata un
oggetto di culto.
Ma la festa finisce presto. Alessia Marcuzzi annuncia la chiusura
del televoto, poi l'assistente di studio le consegna la busta col
primo eliminato della serata. Prima di leggere il nome dell'escluso
la conduttrice chiede ai ragazzi come spenderebbero i 250 mila euro
di premio. «Donerei gran parte della vincita», dice Alberto e
strappa l'applauso del teatro. Purtroppo l'ultimo, perché un minuto
dopo Alberto è eliminato ed esce dalla porta rossa.
Nel teatro scende il gelo. Per un paio di secondi è silenzio
assoluto: gli amici più stretti hanno le mani nei capelli, i fan
hanno il fiato spezzato dalla delusione.
Il sogno vastese è finito. L'albergatore esce nonostante le
magliette, il pienone al teatro, i manifesti affissi sulle strade,
i cioccolatini con la faccia di "Albi" e persino 600 schede per i
telefonini distribuite in omaggio.
Gli amici si sono fatti in quattro per aiutare Alberto a vincere
il Grande Fratello. E sono stati tanti, nonostante il ragazzo
vastese che abbiamo conosciuto nel reality sembri un tipo schivo e
poco espansivo. «Abbiamo fatto tutto proprio per questo: quello che
si è visto nella casa non è un personaggio costruito, ma è il vero
Alberto», racconta Michael, il proprietario del negozio di
telefonia che ha donato le sim per votare Alberto. «Lui è così: una
persona semplice, buona e di poche parole», prosegue Alesandro. «Un
ragazzo acqua e sapone, che veste sempre con i jeans e non si dà
certo aree da divo. L'Alberto del Grande Fratello è lo stesso
Alberto che vive a Vasto. Per questo ci siamo mobilitati per
lui».
Una mobilitazione che è stata capace di unire una città che si è
trovata catapultata al centro dell'attenzione nazionale e non per
un omicidio o una disgrazia, ma per qualcosa di buono e positivo.
«Per la nostra città è stata un'occasione unica », dichiara il
sindaco Luciano Lapenna. Anche il primo cittadino ha inviato
messaggi ed sms per aiutare Alberto. Non è bastato.
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8 marzo 2010
Inviato da eramo99
il 09 marzo 2010 alle 20:58