di Marina Marinucci e Laura Venuti. Foto di Fabio Iuliano
L’AQUILA. Tutti a Montecitorio per protestare contro il processo breve. A darsi appuntamento dopo le elezioni, quando la proposta di legge che modifica la durata dei processi riprenderà il suo iter, sono i comitati delle vittime del terremoto, della strage di Viareggio, della frana di Giampilieri, riuniti all'Aquila per ricordare con una fiaccolata i morti di illegalità.
FOTO In piazza tra striscioni e agende rosse |
Commozione alla casa dello studente IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE"Quando dopo le elezioni ricomincerà l'iter parlamentare del processo breve andremo tutti a Montecitorio per fare sentire la nostra voce contro una legge che mette a rischio tutti i processi, a cominciare da quelli per i crolli del sei aprile" ha detto dal palco alla fine della manifestazione Antonietta Centofanti, zia di uno dei ragazzi morti sotto le macerie della Casa dello studente, Davide Centofanti, e portavoce del Comitato vittime della Casa dello studente.
"Il processo breve ci fa paura" ha detto dal palco Daniela Rombi, che ha perso una figlia nella strage di Viareggio. "Perchè non può essere che il 29 giugno non sia successo niente. Ci siamo sentiti soli, invece non lo siamo, e siamo qui anche per impedire che con il processo breve non si facciano le inchieste su queste tragedie".
Anche Antonio Boccuzzi, l'u
nico operaio sopravvissuto alla tragedia della Thyssenkrupp, nella
lettera che ha mandato non avendo potuto partecipare alla
manifestazione e che è stata letta dal palco, ha parlato del
processo breve e della possibilità che cancelli tragedie come
Viareggio e l'Aquila o scandali come la Parmalat.
I familiari delle vittime sono tornati anche sulle intercettazioni
choc dei due imprenditori che si raccontavano che alle 3:32 della
notte del sei aprile ridevano al pensiero degli affari che
avrebbero potuto fare con il terremoto. "E' sconvolgente" ha detto
la Centofanti "che anche il dolore e il lutto siano diventati
occasione di lucro e che quella notte mentre noi eravamo ancora
nella case che che crollavano a scavare per tirare fuori i nostri
morti quei due squali ridevano e parlavano di affari".
Il corteo per ricordare i morti di illegalità, al quale hanno
partecipato oltre 4000 persone, era partito alle cinque e mezza
dalla Fontana luminosa per finire a Collemaggio. Solo una
delegazione doveva staccarsi per andare alla Casa dello Studente.
In realtà quasi tutti i partecipanti sono andati a rendere omaggio
alle giovani vittime del terremoto davanti alla Casa dello Studente
dove i genitori dei ragazzi morti il sei aprile, che hanno sfilato
dietro uno striscione nero con la scritta bianca
"6 aprile
2009 3:32 chi ha ucciso i nostri figli?" hanno deposto
fiori e mimose e hanno lasciato una lettera infilata nella
cancellata esterna, in un'atmosfera di fortissima commozione.
Il corteo dopo la sosta è ripartito dalla villa comunale e si è
trasformato in una via crucis del dolore, con momenti di
raccoglimento spontanei davanti a ogni palazzo crollato.
Alla manifestazione per ricordare i "morti di illegalità" hanno
partecipato anche una delegazione arrivata da Giampilieri e i
parenti dei morti della strage del 12 giugno, arrivati da Viareggio
con lo striscione
"32 vittime zero indagati, partita
truccata". Per la prima volta in piazza c'erano anche i
genitori degli altri studenti morti durante il terremoto, quelli
che abitavano in case private del centro storico. Al corteo anche
una delegazione da Giampilieri, il paese siciliano travolto da una
frana a ottobre del 2009, una da San Giuliano di Puglia, dove nel
2002 27 bambini morirono nel crollo della loro scuola, il popolo
delle agende rosse, il movimento fondato da Salvatore Borsellino,
fratello del giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992
in via D'Amelio a Palermo, e le madri di Plaza de Mayo.
In corteo anche la presidente della provincia dell'Aquila
Stefania Pezzopane e il parlamentare Pd
Giovanni Lolli che ha sottolineato come la
partecipazione di politici e amministratori fosse "solo a titolo
personale". A via Zara si è unito al corteo anche il sindaco
dell'Aquila
Massimo Cialente. "Ci sono due
elementi nella manifestazione di oggi", ha detto Cialente, "il
dolore e la compostezza. E siamo qui con la consapevolezza che il
dolore non passerà mai".
6 marzo 2010