Nel mirino gli appalti con l'Unione Europea. L'imprenditore tradotto nel carcere dell'Aquila
TERAMO. Tre anni fa la sua azienda di San Nicolò a Tordino venne perquisita nell’ambito di un’inchiesta partita dal Belgio su alcuni appalti fatti nelle sedi dell’Unione Europea. Ieri pomeriggio
Gianni Tanzi, 62 anni, teramano, è stato arrestato dai carabinieri. L’ingegner Tanzi, proprietario della Tekno Elettronica di San Nicolò a Tordino, azienda leader nella fabbricazione di sistemi di sicurezza e dispositivi elettronici, è rinchiuso nel carcere dell’Aquila.
L’imprenditore è stato arrestato in esecuzione di un mandato arrivato dal Belgio: è accusato di truffa e associazione a delinquere. Sembra che le autorità belga abbiano già chiesto l’estradizione per l’imprenditore. E questo spiegherebbe anche il perchè del carcere dell’Aquila. A decidere sulla sua estradizione, infatti, dovranno essere per competenza proprio i giudici della Corte d’Appello che si trova nel capoluogo. L’indagine é partita nel 2007 dall’ufficio centrale per la repressione della corruzione (Ocrc) della polizia federale belga. Collaborano la divisione nazionale per le inchieste finanziarie della direzione centrale della polizia giudiziaria francese e l’ufficio europeo per la lotta anti-frode (Olaf) della commissione europea. L’inchiesta, partita dopo la denuncia di un imprenditore finlandese aggiudicatario di un appalto per la costruzione di una sede dell’Unione Europea, tocca le condizioni nelle quali sarebbero state gestite alcune gare d’appalto europee, riguardanti proprio la ricerca d’immobili per talune delegazioni della commissione europea e le loro insta
llazioni di sicurezza. L’imprenditore teramano sarebbe finito nell’inchiesta proprio per l’appalto di alcuni sistemi di sicurezza. La stessa indagine nel 2007 ha già condotto in carcere tre funzionari italiani della Commissione europea.
Nel luglio dello stesso anno la sede dell’azienda di San Nicolò è stata perquisita dagli investigatori su rogatoria internazionale. In quell’occasione Tanzi venne ascoltato per oltre tre ore come persona informata sui fatti e non come indagato. Nel corso della perquisizione gli investigatori acquisirono vario materiale all’epoca ritenuto utile per le attività di indagine portate avanti dalle autorità belga.
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2 marzo 2010