di Maria Rosa Tomasello
PESCARA. Per la procura di Pescara il processo a Ottaviano Del Turco deve svolgersi in tempi brevi. Il pool che ha indagato sullo scandalo della sanità si prepara a chiedere al tribunale un calendario straordinario di udienze preliminari, con cadenza quotidiana.
Con la firma della richiesta di rinvio a giudizio, un documento di 79 pagine siglato ieri pomeriggio dal pool - con l’inserimento tra le fonti di prova, della sentenza con cui il tribunale di Chieti ha dichiarato mercoledì il fallimento del gruppo Villa Pini e la conferma dell’archiviazione per il professor
Giuseppe Mauro - si apre la partita dei tempi, ancora più importante mentre sui procedimenti pende come una spada di Damocle l’ipotesi del processo breve.
Se il presidente
Giuseppe Antonio Cassano e l’ufficio del gup riusciranno a garantire una corsia preferenziale, il procuratore capo
Nicola Trifuoggi e i sostituti
Giampiero Di Florio e
Giuseppe Bellelli puntano ad arrivare alla data dell’udienza preliminare già entro la prossima settimana, per poi presentarsi in aula al massimo entro tre mesi, prima dell’estate. Da quel momento, una udienza al giorno per evitare che il processo che chiama alla sbarra una intera classe politica e i rappresentanti di due giunte regionali (32 gli imputati, più due società) sia rallentato dai ritmi di una giustizia ingolfata. Uno sforzo enorme, per il tribunale, che dovrà far fronte al problema di conciliare il maxi-processo su Sanitopoli con
l’attività ordinaria.
È la risposta della procura all’aupicio espresso all’apertura dell’a
nno giudiziario, dal presidente della Corte d’appello dell’Aquila
Giovanni Canzio che, il 30 gennaio scorso, nella
sua relazione di fronte al ministro della Giustizia
Angelino Alfano, aveva sollecitato un impegno a
celebrare rapidamente i processi relativi alle vicende «che hanno
inciso profondamente sugli assetti amministrativi della Regione e
del Comune e vedono coinvolti personaggi politici di rilievo». «Va
rimarcato che le gravi e numerose imputazioni formulate dagli
organi dell’accusa saranno ben presto sottoposte alla verifica
giurisdizionale del gup» aveva detto. «Sono certo che le imparziali
determinazioni del gup sulle richieste dei pm di rinvio a giudizio
degli imputati saranno adottate, evitando la discontinuità delle
udienze, in tempi coerenti con la fase e comunque assolutamente
ragionevoli. Ne sono certo» concludeva Canzio, «anche alla stregua
delle puntuali assicurazioni ricevute dal presidente di quel
tribunale sia sul rapido compimento delle notifiche in vista della
fissazione ravvicinata delle udienze sia delle necessarie attività
processuali, come la trascrizione peritale delle
intercettazioni».
Sono le intercettazioni, uno dei nodi che potrebbe rallentare
rallentare il corso delle udienze. Agli atti, e dunque già nella
disponibilità delle difese, ci sono 300 mila telefonate
intercettate raccolte in una serie di cd, ma le chiamate ritenute
utili dalla procura ai fini del processo non sono più di 400.
Naturalmente gli avvocati degli indagati potrebbero chiedere la
trascrizione di tutte le conversazioni, ma per farlo dovrebbero
fornire una adeguata motivazione. Resta, poi, sempre aperto, il
problema delle notifiche, che a causa del numero elevato di
indagati e di avvocati che dovranno essere avvisati della data dell’
udienza preliminare, rischia di rappresentare il primo elemento di
freno in ordine di tempo.
19 febbraio 2010