di Antonella Formisani
Roberta De Cicco con il personale medico
TERAMO. Ha convissuto sin dalla nascita con una patologia non grave, ma che le ha creato forti problemi nella vita sociale. Una sudorazione eccessiva, soprattutto sulle mani ma anche sulle ascelle, può creare problemi relazionali. Ma da ieri è solo un ricordo.
Roberta De Cicco, 20 anni di Campli, a un certo punto ha deciso di risolvere il suo problema. Studia alla facoltà di Lingue per impresa ad Urbino e non ha avuto difficoltà a cercare notizie su internet sull’iperidrosi, la sudorazione eccessiva. Alla fine ha scoperto che ci sono interventi che l’avrebbero liberata dalle mani perennemente umide. E’ andata dal medico di famiglia, a Campli, e gli ha chiesto di informarsi su dove potesse operarsi. E la fortuna le ha arriso: il medico ha scoperto che proprio a Teramo la divisione di chirurgia toracica effettua interventi per questa patologia. Una tecnica particolare, che nessuno applica in Italia e che in tutto il mondo viene sperimentata solo negli Usa.
IL RACCONTO. Roberta De Cicco ieri mattina si è sottoposta all’ultimo dei due interventi. L’abbiamo incontrata a mezzogiorno: era già in forma e contentissima di poter dare la mano senza doversela asciugare prima. «E’ un problema che avevo da sempre», racconta la studentessa, «ma che ha cominciato a pesarmi ai primi anni delle superiori, quando i miei amici di dicevano “Hai le mani gelate” oppure “Sono appiccicaticce”. Soprattutto d’estate era terribile, a volte quasi mi gocciolavano. Avevo problemi persino agli esami: quando il professore mi stringeva la mano era im
barazzante». Andava un po’ meglio per la sudorazione delle ascelle:
«Avevo trovato un prodotto che blocca la traspirazione, ma mi
bruciava e dovevo metterlo spesso». Da qui la ricerca su internet.
«Ho trovato terapie con ionoforesi e con botulino, ma non sono
definitive», racconta, «e poi l’intervento chirurgico. Non ho avuto
dubbi. Sulle prime i miei genitori hanno cercato di convincermi a
fare terapie meno radicali, ma io ero determinata».
GLI INTERVENTI. E’ il sistema ortosimpatico, che
corre proprio accanto alla colonna vertebrale, che sovrintende alla
sudorazione. «Nel centro di riferimento regionale per la
videochirurgia toracoscopica mini-invasiva situato nel reparto di
cirurgia toracica del Mazzini», spiega Roberto Crisci, primario del
reparto, in convenzione con l’università dell’Aquila, «effettuiamo
la terapia chirurgica per l’iperidrosi. Si tratta di un intervento
effettuato in videoendoscopia». Si effettua un piccolo foro da un
centimetro e mezzo sul torace e si arriva vicino alla colonna
vertebrale. «E qui sta il grande pericolo», spiega Crisci, «si
lavora infatti vicino alla colonna e al midollo osseo. L’o
riginalità e l’unicità della tecnica da noi usata consiste nell’u
tilizzo, per la prima volta in Italia, di un complesso sistema ad
alta tecnologia che permette di tagliare, coagulare e
dissecare.
Il dispositivo è composto da un generatore, un manipolo con una
bacchetta, un sistema di lame e un pedale». L’intervento ieri ha
risolto il problema sulla parte destra del corpo, un mese fa era
stato eseguito per la sinistra. «Sono interventi che durano all’i
ncirca un’ora e mezza», spiega l’aiuto, Duilio Divisi, «recidendo
il nervo si elimina il problema. Ma bisogna stare particolarmente
attenti a preservare il vicino ganglio stellato, se
inavvertitamente leso può causare una ptosi palpebrale, cioè l’a
bbassamento della palpebra. Per questo la tecnica da noi adottata è
sicura: l’utilizzo di un normale elettrobisturi, anche solo con lo
shock elettrico o con il calore, può causare danni». Roberta De
Cicco, con tutta probabilità, sarà dimessa domani.
18 febbraio 2010