di Fabio Casmirro
Il patron del gruppo Villa Pini, Vincenzo Angelini
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CHIETI. Villa Pini è fallita. Un pezzo importante delle società controllate dalla Novafin della famiglia Angelini è affidata da ieri alla curatela di un avvocato romano,
Giuseppina Ivone, che ha assunto l’incarico con il primo sopralluogo nella clinica di contrada San Salvatore. Si è così materializzato lo scenario più probabile, più volte evocato dai lavoratori che in questi mesi hanno seguito passo passo l’evoluzione di una vertenza drammatica, dirompente per i futuri equilibri della sanità in Abruzzo.
Il dispositivo della sentenza - consegnato dai giudici
Spiniello,
Ceccarini e
Valletta alla cancelleria del tribunale di Chieti - non è stato ancora pubblicato. Sarà molto probabilmente affisso questa mattina nella bacheca dei fallimenti del palazzo di giustizia. Ma la procedura è partita. Ieri mattina, poco dopo le 9, il presidente Geremia Spiniello si è recato personalmente con la guardia di finanza nella casa di cura per notificare il provvedimento. Da quel momento, è cominciato il valzer dei nuovi arrivi e delle partenze. In entrata, il curatore Ivone; in uscita,
Vincenzo Angelini e la moglie
Annamaria Sollecito con la figlia
Chiara, che dopo aver rilevato dal padre il ruolo di amministratrice delegata si è sobbarcata l’ingrato compito di gestire la fase più difficile di una vicenda societaria che ha scaricato su circa 1600 dipendenti del gruppo un fardello di oltre dieci mesi di lavoro senza retribuzione, un autentico calvario di
cui forse oggi si comincia a vedere la fine. «E’ la decisione che
più di ogni altra sarà utile ai lavoratori», aveva detto martedì
sera il presidente Spiniello alla delegata della Cgil,
Angela Scottu, annunciando l’imminente deposito
della sentenza di fallimento. Soluzione che in effetti dovrebbe
garantire la più rapida e durevole prospettiva di una ripresa dell’a
ttività nella casa di cura dove ieri erano accolti 26 degenti,
oltre ai 160 disseminati negli altri centri del gruppo. In queste
settimane non sono mancate le offerte di possibili acquirenti, come
quella avanzata dalla molisana Neuromed. Ma qualsiasi ipotesi di
ripresa del lavoro e della assistenza ai malati dovrà a questo
punto fare i conti con la politica, a cominciare da quali saranno
gli accreditamenti che la Regione vorrà assegnare a Villa Pini. E
soprattutto si dovrà verificare quali sono gli effetti del
fallimento sulle altre società della galassia Angelini. La sentenza
dei giudici di Chieti avrà conseguenze a catena sulle altre
società, a partire dalla controllante? Si sa che Novafin ha drenato
145 milioni di euro dalle sue stesse società, per stessa ammissione
di Enzo Angelini che, nella relazione al bilancio 2007, certificava
come Villa Pini srl fosse creditrice nei confronti di Novafin per
circa 30 milioni di euro.
Cosa sia accaduto dopo dovrà stabilirlo il curatore fallimentare
nella formazione degli stati passivo e attivo della società e
verificare se Novafin sia davvero estranea allo stato di insolvenza
dichiarato dai giudici con il fallimento di Villa Pini srl. Uno
scenario possibile potrebbe essere quello di una catena di azioni
giudiziarie, anche nei confronti delle banche, riguardo ai crediti
verso terzi (per varie decine di milioni) che alimentano ad esempio
un fitto contenzioso con le Asl. Insomma, una situazione molto
complessa da cui non sarà facile districarsi.
«Ora abbiamo interlocutori affidabili», commenta il segretario
regionale del Pd,
Silvio Paolucci, «per un’azienda
che da mesi non paga stipendi, contributi e fornitori, lo stato di
insolvenza era nei fatti. Resta però tutta la responsabilità del
governo regionale per non aver consentito né voluto un esito
diverso per salvaguardare i servizi sanitari, i dipendenti e i
pazienti». La Cisl prende atto della decisione e chiede alla
Regione un incontro immediato. Con la sentenza di fallimento è in
procinto di uscire dalla gestione della clinica anche l’a
mministratore giudiziale
Sergio Cosentino nominato
a gennaio dalla procura di Chieti. «A questo punto il mio incarico
diventa incompatibile», dice Consentino, «sentenza favorevole ai
lavoratori? Ritengo di sì. I dipendenti potranno beneficiare del
fondo di garanzia Inps per il Tfr e le ultime tre mensilità». Ma, a
ben vedere, il fallimento di Villa Pini srl sembra soltanto il
primo capitolo di una storia ancora tutta da scrivere.
18 febbraio 2010