di Pietro Guida
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AVEZZANO. Sono tornati sul tetto della clinica e hanno montato di nuovo le tende, le stesse utilizzate a novembre quando per quattro giorni rimasero asserragliati sull’edificio. Ieri, otto dipendenti della Santa Maria, gruppo Villa Pini, ci hanno riprovato e stavolta si dicono «pronti alla protesta a oltranza». I lavoratori hanno inoltre avviato la raccolta delle schede elettorali.
Metteranno assieme le tessere per riconsegnarle al sindaco. Un gesto dettato dalla disperazione, scattato dopo l’improvvisa interruzione dei servizi a pagamento. Con la sospensione della convenzione da parte della Regione, infatti, i ricoveri erano stati bloccati e la clinica si era svuotata, ma le prestazioni specialistiche potevano ancora essere svolte. Sabato, a causa dell’ennesima insolvenza, è scaduta anche la convenzione per la raccolta dei rifiuti speciali. Servizio obbligatorio. Quindi da ieri tutta l’attività è stata interrotta.
Così, con una scala d’acciaio, otto rappresentanti dei lavoratori hanno raggiunto il tetto e montato due tende all’interno delle quali passeranno la notte.
«Stavolta non ci convinceranno ad abbandonare la protesta senza fornirci prima garanzie», spiegano gli otto dipendenti, sette donne, «la mobilitazione andrà avanti a oltranza finché le istituzioni non ci daranno risposte chiare».
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti del commissariato e i carabinieri. Gli 83 dipendenti della Santa Maria rischiano inoltre di rimanere senza cassa integrazione. La deroga, che è stat
a prevista per i 600 dipendenti della clinica di Chieti, non sarà applicata per i lavoratori avezzanesi. Non è stato dichiarato lo stato di crisi, e nonostante l’impegno preso in un accordo sindacale, fino a ieri, mancava la firma della dell’amministratrice del gruppo,
Chiara Angelini. A Chieti, il provvedimento di cassa integrazione è stato avviato dal commissario giudiziario
Sergio Cosentino, nominato dalla procura, mentre ad Avezzano la situazione è in fase di stallo. «Noi marsicani siamo lavoratori di serie B», protestano i dipendenti, «e per questo abbiamo cominciato la raccolta delle tessere elettorali. Nei prossimi giorni le riconsegneremo al sindaco,
Antonio Floris. Invitiamo tutti gli utenti a seguire il nostro esempio e a sottoscrivere la petizione contro la chiusura della struttura sanitaria».
Davanti alla clinica che fino a poche settimane fa ha fatto nascere circa 20mila bambini, è stato allestito un gazebo per raccogliere le firme e un’urna per depositate i certificati elettorali. La clinica contava su una media di 580 parti annui, mille interventi e ben quattromila esami endoscopici utilizzando la tecnica di «sedazione». Prestazioni che alleggeriscono il carico dell’ospedale di Avezzano dove per una semplice gastroscopia, in alcuni periodi, bisogna aspettare anche due mesi. Problemi di sovraffollamento che si stanno verificando anche nel reparto di ostetricia dell’ospedale.
16 febbraio 2010