PESCARA. La settimana di tolleranza senza multe non è ancora finita, e già si fanno sentire le prime voci di protesta contro l’ordinanza del Comune, entrata in vigore il 1 febbraio, che impone ai cittadini di buttare i rifiuti solo la sera, pena una multa fino a 500 euro.
E se il centralino dei vigili urbani da giorni riceve telefonate di gente che chiede chiarimenti, tanto che l’ordinanza è appesa in bella vista nella sala operativa, a molti pescaresi, e soprattutto agli anziani, l’idea di dover scendere la sera a buttare l’immondizia proprio non va giù. A sollevare il problema è stato il presidente del Cipas Donato Fioriti, che ha scritto al sindaco Luigi Arbore Mascia e all’assessore all’Ambiente Isabella del Trecco. Per Fioriti limitare alla notte il conferimento dei rifiuti è un grave danno per gli anziani. Un disagio ancora più pesante in un inverno.
Laura Rocchi, una donna di 83 anni, ha scritto anche lei al Comune per spiegare come l’ordinanza la metta in seria difficoltà. «Ho 83 anni » scrive «non ci vedo da un occhio, sono postuma da una frattura vertebrale, sono sola. Ho sempre fatto la differenziata. Mi posso permettere solo un aiuto saltuario che però viene la mattina. Non uscirò certamente alle 19.00. Che faccio?»
Che il problema sia sentito soprattutto dagli anziani lo dimostra anche una lettera arrivata in redazione. Il signor Aldo Potenza, un ingegnere in pensione che vive sulla Riviera, nella zona nord, non solo lamenta il fatto che buttare l’immondizia la sera sia un problema serio, ma racconta minuziosam
ente il percorso di guerra che un cittadino che fa la raccolta differenziata deve affrontare.
Colpa dei cassonetti per la carta e i multimateriali, realizzati con delle «picccole e anguste feritoie orizzontali di accesso», scrive il signor Potenza. «Ci siamo stancati» spiega «di portare nei cassonetti bianchi e blu i nostri bustoni di raccolta settimanale per poi procedere al lento, faticoso, spesso impossibile lavoro di prelievo di ogni singolo componente - vaso, lattina, barattolo - per tentare di farli passare attraverso le piccole aperture orizzontali protette da elementi semirigidi di gomma che ostacolano il transito. Le buste che prepariamo per i vetri, le scatolette e le minutaglie le dobbiamo spesso riaprire, perchè non si riesce a farle passare dalle feritoie, sporcandoci e soprattutto tagliandoci le dita ».
Una situazione che non potrà che peggiorare ora che queste operazioni andranno fatte al buio. «Bisognerà essere almeno in due: uno che illumina con la torcia dove si mettono le mani e l’altro che preleva i rifiuti e li infila uno alla volta nella feritoia. Col freddo e con la pioggia di questi ultimi giorni» scrive amaro il nostro lettore «è proprio un toccasana».
4 febbraio 2010
Inviato da MAURIZIO BASILE
il 08 febbraio 2010 alle 09:26