di Antonio De Frenza
PESCARA. Noi diciamo “territorio”, i francesi “terroir”, gli inglesi “territory”. Se lo si dice in cucina viene in mente il lardo di Colonnata, il pecorino di Farindola o il Montepulciano d’Abruzzo. Se lo si declama in un’aula consiliare torna alla memoria l’omnibus glorioso, la legge acchiappasoldi, la furiosa spartizione di prebende, qualcuna persino sacrosanta a favore di Comuni con le strade rotte e i conti in rosso, o di parrocchie poverissime più del parroco indiano che è povero di suo. Oggi il territorio (una volta si chiamava collegio, ma i tempi cambiano) è la cassaforte del politico che vuole fare carriera o mantenerla, è la riserva preziosa di voti e consensi, da curare e mai tradire (Remo Gaspari anche quando era ministro non mancava mai di tornare a Gissi nel fine settimana). E quanto importante sia il territorio nella politica italiana lo dimostra anche la corsa alla poltrona di sindaco che riesce a mobilitare grossi calibri come Renato Brunetta a Venezia.
È per questo che anche dal laticlavio di Palazzo Madama si può sognare di notte uno strapuntino in municipio. Ed è per questo che tra i consiglieri regionali la doppia poltrona Regione-Comune sia ambita e coccolata. Così non è un caso che in Abruzzo uno su quattro dei consiglieri regionali sia anche consigliere comunale.
Appena eletti, nel 2008, c’erano anche consiglieri provinciali, ma il voto del 2009 li ha cancellati. Nel frattempo sono sparite anche seconde e terze poltrone in odore di incompatibilità: l’assessore ai Trasporti Giandonato Morra si è da tempo
dimesso da Commissario del Parco Gran Sasso Monti della Laga. L’a
ssessore alla Sanità Lanfranco Venturoni ha lasciato solo due
settimane fa il posto di presidente della società teramana
Team-tech che gestisce l’appalto per l’essiccatore dei rifiuti di
Teramo.
L’estate scorsa l’assessore ha lasciato anche la guida della Team
Service, la società che si occupa di igiene urbana a Teramo e
dintorni. Mantiene invece la poltrona di presidente del Parco della
Maiella (e non ha intenzione di mollarla) il capogruppo del Pdl in
Regione Gianfranco Giuliante. Un caso particolare è quello di
Walter Caporale che è presidente nazionale degli Animalisti,
associazione che più che una poltrona offre una vetrina. Tra i
consiglieri regionali sono i pescaresi i più attenti a conservare
il posto in municipio.
Vale una doppia poltrona Maurizio Acerbo, che è anche capogruppo di
Rifondazione all’Emiciclo (ma lui almeno si dimezza l’indennità).
Doppia poltrona per Lorenzo Sospiri che a Pescara è anche
capogruppo del Pdl. Doppia poltrona per Federica Chiavaroli, che
dopo essere stata eletta ha comunque mollato la carica di
presidente dei Giovani Industriali della provincia e ha ritenuto
non opportuno accettare la vicepresidenza del consiglio comunale,
come le era stato proposto. A Teramo raddoppia Mauro Di Dalmazio,
che in Regione è assessore al Turismo e in Comune è capogruppo
della lista “Al centro per Teramo”.
Sono consiglieri comunali anche Luigi De Fanis ad Atessa (dove è
stato anche assessore alla Sanità) e Emiliano Di Matteo ad
Ancarano, comune di cui è stato anche sindaco. Due sono gli
avezzanesi con doppio incarico Regione-Comune: Gino Milano
consigliere comunale per l’Italia dei Valori e il democratico
Giuseppe Di Pangrazio che raddoppia con la poltrona di consigliere
comunale e triplica con la presidenza della Fimaa-Confcommercio, l’a
ssociazione degli agenti immobiliari. Infine, per restare nella
Marsica, c’è il caso di Antonio Del Corvo, consigliere regionale
del Pdl che il partito ha designato candidato alla poltrona di
presidente della Provincia dell’Aquila. In caso di vittoria dovrà
dimettersi. Ma se perde farà il capo dell’opposizione in Provincia
e dovremo aggiungere un altro nome alla lista dei doppi incarichi.
2 febbraio 2010