di GIULIANO DI TANNA
«Make your damn art» è il titolo della mostra di Bob e Roberta Smith che si inaugurerà, oggi pomeriggio alle 18, nella Galleria Cesare Manzo di via Umbria a Pescara. «Fatti la tua maledetta arte» (suona così la traduzione in italiano) è la seconda personale di Bob e Roberta Smith presentata da Manzo dopo quella ospitata, pochi mesi fa, nella sede romana del grande gallerista pescarese inventore di Fuori Uso.
In occasione dall’inaugurazione è in programma un concerto che vedrà la partecipazione di due delle band con cui collaborano Bob e Roberta Smith: The Apaty Band e The Ken Ardley Playboys.
Bob e Roberta Smith usano l’humour per richiedere utopisticamente il coinvolgimento del pubblico. Con la loro esortazione (Fatti la tua maledetta arte) invitano il pubblico a porsi qualche domanda sull’arte prendendo in giro l’elitismo e la seriosità che caratterizza gran parte della scena contemporanea.
Mangiare biologico e riciclare non sono atti sufficienti ad arrestare la minaccia ecologica, così Bob e Roberta Smith invitano a realizzare e diffondere nuovi progetti di tram, pannelli solari e mulini a vento, confidando nel «potere democratico dell’arte».
«Slogan dal colorismo acceso e supporti di riuso», si legge nelle note di presentazione della mostra pescarese, «sono, per Bob e Roberta Smith, uno strumento efficace di riflessione sulle tematiche ambientali. Attraverso l’utilizzo di espressioni ironiche e dissacranti, gli artisti denunciano i timori verso l’innalzamento del livello dei mari e l’eclissi di Venez
ia, per indurre lo spettatore a prenderne coscienza e agire. La
pace - o il clima - ha bisogno di te sono frasi che invitano a
occuparsi dell’ambiente in modo personale e creativo».
Bob e Roberta Smith non si fermano a una rappresentazione giocosa
del reale. Da amanti del paradosso, infatti, ritengono che l’arte
possa essere una forma di riscatto sociale, consapevole delle nuove
necessità di tutela dell’ambiente.
«Essere creativi è davvero una buona idea», sostengono Bob e
Roberta. Ponendosi all’opposto di ciò che sosteneva Joseph Beuys
(Ognuno può essere un artista) la loro idea è molto più semplice e
inglese: è un modo di guardare alla creatività pensandola in
maniera che non abbia nulla a che fare con il profitto.
Bob e Roberta Smith, hanno entrambi 47 anni e vivono e lavorano
nella loro città natale, Londra. Durante gli anni Ottanta hanno
svolto un periodo di residenza alla British School di Rome. Hanno
partecipato ripetutamente a mostre di livello internazionale a New
York, Parigi, Londra, Shangai, Tokio e Delhi. Tra le personali si
segnalano: nel 2009, I was up all night making this, nella Galleria
Cesare Manzo di Roma; nel 200,8 I am a living sign- The Bob and
Roberta Smith Diaries, alla Hales Gallery di Londra; nel 2007, The
Captain’s Journal of the Voyage of the Human Being alla Galerie
Kusseneers di Anversa; nel 2005, The Beautiful Poetry of Bob and
Roberta Smith sempre alla Hales Gallery di Londra.
Tra le collettive: nel 2008 Fourth Plinth alla National Gallery di
Londra; nel 2006, Centre of the Creative Universe: Liverpool and
the Avant-Garde alla Tate di Liverpool.
Info: Galleria Cesare Manzo, tel. 085 297206;
www.galleriamanzo.it
Orari: dal lunedì al sabato
dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
30 gennaio 2010