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L’AQUILA. Giornata campale per i dipendenti del Gruppo Villa Pini. Un incontro, positivo all’Aquila con il presidente della giunta regionale Gianni Chiodi e, in serata una assemblea a Chieti, per chiedere alla proprietà, la famiglia Angelini di dichiarare lo stato di crisi. Un passaggio obbligato per ottenere la cassa integrazione. Ieri però nessun rappresentante della proprietà si è presentato all’appuntamento. «E’ arrivato», raccontano i sindacati, «solo un fax alla Regione che Angelini non era presente perchè stava “lavorando a risolvere i problemi dei lavoratori e degli abruzzesi”, e questa l’ennesima provocazione della proprietà del gruppo». Nell’incontro all’Aquila i sindacati e la delegazione di lavoratori sono riusciti a strappare l’impegno, dopo nove mesi senza stipendio, di avere una parte di soldi con la cassa integrazione.
«Ci sono le condizioni perché la Regione Abruzzo possa ammettere i lavoratori del Gruppo Villa Pini al trattamento di Cassa integrazione in deroga», hanno assicurato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l’assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, ai lavoratori del Gruppo Villa Pini e ai rappresentanti sindacali incontrati nel pomeriggio all’Aquila. «I nostri uffici, in ragione soprattutto della sospensione degli accreditamenti che abbiamo firmato la settimana scorsa nei confronti della maggior parte delle strutture del Gruppo convenzionate con la Regione, hanno accertato che esistono le condizioni normative per l’erogazione degli ammortizzatori in deroga, ma é necessario», ha sottolineato Chiodi, «che arrivi al tavolo del lavor
o sulle vertenze regionali una richiesta in tal senso da parte della proprietà del Gruppo Villa Pini. E’ questa una condizione che la legge impone». «Condividiamo l’ipotesi della cassa integrazione», puntualizza Fabio Frullo segretario regionale della Uil-Funzione pubblica, «ma la soluzione deve riguardare la totalità dei dipendenti del Gruppo e non solo un parte»
I rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Uil, inoltre hanno «stigmatizzano il comportamento dell’Azienda per la mancata partecipazione alla riunione e, quindi, per la mancata dichiarazione dello stato di crisi, che avrebbe permesso ai lavoratori di accedere alla cassa integrazione in deroga». «La mancata presenza della proprietà», dice Vincenzo Traniello, responsabile regionale della Cisl Fp, «lascia in profonda sofferenza i lavoratori del Gruppo, che da dieci mesi non percepiscono lo stipendio, dimostrando lo sfregio dell’Azienda nei confronti dei suoi dipendenti, delle istituzioni e di tutta la collettività».
Traniello ha, inoltre, annunciato che se la proprietà continuerà a non partecipare agli incontri e a non pronunciarsi sulla questione, i sindacati cercheranno di «bypassarla», chiedendo l’interessamento del ministero del Welfare. In serata la stessa delegazione formata da circa 150 dipedenti, sono tornati a Chieti a Villa Pini per incontrare la proprietà e chiedere lo stato di crisi aziendale. Nell’assemblea i lavoratori hanno chiesto alla proprietà i salari non pagati ed è stata decisa una nuova iniziativa prevista per oggi. «Saremo davanti alla sede del consiglio regionale», dice Traniello, «per sollecitare l’avvio della richiesta di cassa integrazione».
22 gennaio 2010