di MAURIZIO PICCININO
PESCARA. Un taglio di 66 milioni 858 mila euro. E’ la scure della ex giunta di centrosinistra del presidente Del Turco che si è abbattuta su Villa Pini nel triennio 2005-2007. Per capire la svolta della Regione verso il gruppo sanitario della famiglia Angelini, basta un dato.
Nel 2004 con il centrodestra alla Regione, la Commissione ispettiva nominata dalla giunta
Pace, fece un taglio di appena 14 mila euro, lasciando a Villa Pini un netto erogabile di 61 milioni 868 mila euro.
Dati e cifre sono quelle riferite in un secondo rapporto aggiuntivo, datato 21 agosto 2008, dei carabinieri del Nas presentato ai magistrati della procura di Pescara che indagano su Sanitopoli.
Il rapporto di sette pagine con allegate tutte le note delle Commissioni ispettive arriva sul tavolo dei pm pescaresi un mese dopo gli arresti dell’ex presidente della giunta di centrosinistra
Ottaviano Del Turco, dell’assessore alla sanità
Bernardo Mazzocca, di esponenti politici, del manager Asl
Conca e di uomini vicini ad
Angelini come
Gianluca Zelli. In tutto sono in dieci a finire in carcere dopo le rivelazioni dell’imprenditore Angelini su presunte tangenti pagate a politici e amministratori Asl.
In questo secondo rapporto di cui pubblichiamo la tabella riassuntiva con i dati «concernenti il riepilogo dell’inappropriatezza illegittimità quantificata dalla Cip per il 2004 e per il triennio 2005-2007», i Nas non traggono conclusioni se non q
uelle dei numeri. Le conclusioni i carabinieri le avevano già
tratte il 16 giugno 2008, quando un mese prima della caduta di Del
Turco avevano chiesto «Misure cautelari personali coercitive in
carcere nei confronti di
Maria Vincenzo Angelini;
Anna Maria Sollecito» e altre 4 persone tra ex direttori
amministrativi e sanitari del gruppo Villa Pini.
Il quel documento di 84 pagine i carabinieri mettono in luce
quello che definiscono «la chiave di lettura dell’intero sistema»,
della sanità privata. Che, naturalmente, non riguarda solo il
Gruppo Villa Pini ma anche altre cliniche. Si accenna ad esempio
alla Clinica Pierangeli, ma i Nas pongono una postilla ai pm: «Per
Pierangeli si è provveduto a inoltrare separata
comunicazione».
I carabinieri aprono il primo rapporto con due pazienti «entrambi
poi deceduti». Malati acuti, dapprima ricoverati e operati in un
ospedale pubblico che, una volta dimessi, invece di essere
assistiti in centri per malati acuti, sono stati posti in
«riabilitazione».
Nel primo caso per «63 giorni di degenza», nel secondo, il
paziente che ha bisogno di «terapia intensiva, cardiologica» viene
dapprima posto in una clinica senza ricevere cure, e
successivamente ripetutamente ricoverato e dimesso.
Sono due storie «chiave» che i carabinieri sottopongono ai pm
titolari dell’inchiesta:
Trifuoggi,
Bellelli e
Di Florio. I Nas nell’i
llustrare le indagini scrivono si «nota chiaramente la
sovrapposizione del periodo di ricovero presso il centro di
riabilitazione», «con conseguente doppia remunerazione delle
prestazioni rese». I carabinieri con un attento lavoro di analisi
ricoscruiscono come si moltiplicavano i ricoveri ritenuti dalle
Commissioni ispettive «illegittimi e inappropriati» fino alla
verifica sulla legittimità dei compensi chiesti dal gruppo Villa
Pini. Per i carabinieri «è legittimo ipotizzare che l’esasperazione
di comportamenti» abbia prodotto un «effetto economico».
I Nas non danno giudizi su quale giunta regionale abbia tagliato e
chi invece è rimasta a guardare, ma le carte danno un quadro
chiaro. Le decuratazioni iniziano dal 2005, ossia con l’ex
presidente Del Turco e l’assessore Mazzocca. Un crescendo di tagli
che salivano ogni anno. Le decurtazioni fatte e le somme recuperate
erano però sul 50% delle fatture presentate dalle cliniche.
Nel 2008 la giunta su richiesta dell’assessore Mazzocca aveva dato
il via libera alla verifica del 100 per cento delle fatture. Nel
2009 e solo per i tre anni controllati, l’ex commissario di Governo
Redigolo ha contestato alle cliniche abruzzesi
oltre 100 milioni di euro non dovuti.
21 gennaio 2010