di PAOLO DI VINCENZO
Lei è tornato sul set, ma ha 45 anni e mezzo. Non è
proprio l’età giusta per il suo tipo di lavoro.
«Quando ho ricominciato ero un po’ titubante. Ma, in
particolare qui negli Stati Uniti (da dove telefona, ndr) ho
trovato una lista di attesa di f... che vogliono fare sesso con me,
ragazze di 18-20 anni. Mi fa piacere ovviamente, ma è vero: alla
fine della serata mi sento un po’ stanco, sarà che dopo 20 anni le
performance sono tutte uguali. Sul set sono sempre io: tre,
quattro, cinque volte, non c’è problema. Certo, dopo una settimana,
dieci giorni di riprese, la sera sono stanco morto».
Sua moglie, i suoi figli (che hanno 13 e 10 anni), cosa le
hanno detto?
«Ho una moglie pazzesca (Rosa, ungherese, anche lei ha
recitato in alcuni film del marito, ndr), mi ha detto “Io non ti ho
mai chiesto di smettere e quindi non ti preoccupare”. Il figlio più
grande, Lorenzo, ha capito e fa finta di niente. Al piccolo,
Leonardo, non gliel’ho ancora detto perché qualche tempo fa lui mi
disse “Ma adesso lo fai solo con mamma?” E io per non deluderlo gli
ho detto di sì. Il primo è proprio un ungherese, come la mamma, il
piccolo è in tutto ortonese, come me. Ma io sono felice della mia
famiglia, da abruzzese ci tengo moltissimo».
Ma perché è tornato sul set?
«Perché un sito Internet canadese mi ha fatto una bella
offerta e perché i giovani d’oggi sono mezzi mosci. Vedi ragazzoni
di 20, 23 anni, tutti belli, palestrati che si devono fare le
iniezioni lì, per farselo venire duro. A loro non basta più nemmeno
il Viagra. Ma che è? Ma il bacio, la passione, la donna, non c’è
più niente? Poi, onestamente, la crisi c’è e si sente da anni.
Internet è una grande risorsa ma ci sono tanti, tantissimi siti
gratis, che vivono con la pubblicità e lì trovi di tutto (anche
cose orrende). Però, evidentemente, c’è voglia di sesso anche a
pagamento su Internet se c’è Rocco Siffredi. Il mio sito viaggia a
colpi di 80-100 abbonamenti al giorno, nel week end anche
200».
A proposito di soldi. Lei ha avuto qualche grana anche con
la Guardia di finanza, qui in Italia.
«Sì, ma francamente non ho capito cosa volevano da me. Il
nostro primo figlio è nato nel 1996, l’anno dopo mia moglie ha
voluto tornare in Ungheria. Viviamo a Budapest dal 1997, lì ho una
casa di produzione e lavoro tra Ungheria, Francia e Stati Uniti.
Non ho più la residenza a Ortona dal 2001, ma il Comune, per un
disguido burocratico, non ha registrato il mio cambio fino al 2005.
Mi hanno detto: “Ma lei ha delle aziende all’estero”. E dove dovrei
averle? Non vivo in Italia da più di dieci anni. Mi hanno pure
contestato i diritti d’autore. Mi sono messo a ridere e mi dispiace
che la Finanza non sappia che i diritti d’autore nel porno non
esistono. Ho detto al maresciallo: “Guardi se riesce a farmi
recuperare pure l’1 per cento ce ne andiamo insieme alle Maldive
per tutta la vita”. Ora ho dovuto prendere un bravo commercialista,
il più bravo di Pescara, che mi ha consigliato il mio amico Jarno
Trulli».
Lei ha lavorato con Moana Pozzi, su cui Sky ha registrato
un film in due puntate. L’ha visto?
«Certo che l’ho visto. Di Moana ho un ricordo molto
positivo, come donna e come personaggio. La fiction era meglio che
se la evitavano. Violante Placido e l’attrice che interpretava
Cicciolina si salvano, sono credibili. Per il resto l’unica cosa
buona è che hanno reso omaggio a Moana. Hanno rappresentato il
porno come un mondo di eroinomani. Io e Roberto Malone abbiamo
fatto tutti i film con Moana e non c’era mai l’eroina. Quando
devono parlare del porno devono parlarne male. Moana non era una
ninfomane, ma non era nata per fare questo lavoro».
Lei rimane sempre molto legato al suo Abruzzo.
«Certo, e devo dire che mi è dispiaciuto molto del
terremoto all’Aquila. Vedere come ci siamo comportati dopo mi ha
reso ancora più orgoglioso di essere abruzzese. Ero a Roma quel
giorno, in un hotel, tremava tutto. Torno sempre meno spesso a
Ortona e quando posso andarci vado a salutare mio padre, mia
sorella. E’ solo Ortona che mi dà la misura del tempo. Quando
arrivo nella mia città mi dà la misura di una persona che è
esistita prima di Rocco Siffredi».
16 gennaio 2010