di Silvia Lambertucci
L’AQUILA. Alla fine è passato anche il Natale, sull’arte d’Abruzzo ferita dal terremoto. Un Natale per fortuna senza neve e con cinquanta chiese riaperte filo filo per l’arrivo del Bambinello. Ma con tanta pioggia. E fastidioso vento. E una situazione di fatto ancora tragica per tutto il patrimonio culturale. L’inverno potrebbe rappresentare ancora un pericolo per molti dei monumenti ancora da mettere in sicurezza. «Qui il lavoro è enorme, difficilissimo da portare avanti», spiega facendo il confronto con le tragedie del passato, dal Friuli a Marche ed Umbria, il sub commissario Luciano Marchetti.
«Abbiamo potuto contare su un grande aiuto della Protezione civile, ma abbiamo a che fare con un realtà molto complessa».
Una situazione difficile per i soldi, che dopo 8 mesi, con danni certificati per 3 miliardi di euro, sono ancora in gran parte solo promesse. Difficile per la logistica, con i cantieri affastellati, le strade ancora in parte con le macerie da rivedere per il recupero dei restauri, lo scempio concentrato su un territorio relativamente limitato. Difficile persino per la mancanza di risorse umane, con una squadra di soli venti tecnici al servizio del vice commissario. Lui, per la fase della ricostruzione la vorrebbe triplicata con l’aggiunta di personale amministrativo per gestire i pagamenti.
Intanto il grosso dei monumenti compresi nella «lista di nozze» distribuita durante il G8 ai grandi della Terra, rimasto orfano, solo dieci adozioni su 45 e un grosso fardello che sembra destinato a pesare sulle casse dello St
ato Italiano.
La «lista» comunque solo una parte. Per restaurare il patrimonio,
servono 3 miliardi di euro spalmati in dieci anni di lavoro,
ribadisce Luciano Marchetti. Il conto di questi primi otto mesi è
molto più ridotto: al sub commissario sono arrivati 20 milioni
della Protezione civile e 2 milioni di fondi ordinari dal ministero
dei Beni culturali (ai quali si dovrebbero aggiungere 4 milioni di
euro di fondi Fas e 5 milioni di euro dai poli museali). Oltre ai
12 milioni di euro per il progetto «Una chiesa per Natale» che sono
in arrivo anche grazie alla Cei, la Conferenza episcopale.
Il segretario della Uil Beni Culturali Gianfranco Cerasoli (membro
anche del Consiglio superiore dei Beni culturali) chiede una legge
speciale con risorse aggiuntive e punta il dito sugli appalti per
le chiese, preoccupato per alcuni ribassi troppo forti, fino al
28-29%. «In alcuni casi non c’è stata assegnazione», rassicura
Marchetti. Per chiedere al governo che trovi le risorse, se
necessario anche con una tassa di scopo per il restauro del
patrimonio, hanno lanciato insieme un appello 7 ex ministri della
cultura, da Alberto Ronchey a Rocco Buttiglione, da Giovanna
Melandri ad Antonio Paolucci e Walter Veltroni, appello rimasto
finora senza seguito.
In questi mesi si comunque lavorato sodo. Le chiese puntellate
sono circa il 50 per cento, e grazie ai soldi della Protezione
civile nazionale i debiti con le imprese sono stati pagati. «Da
fare resta tantissimo, ma le soddisfazioni non sono mancate», dice
il sub commissario che cita la riapertura con una copertura
provvisoria di Collemaggio e la copertura delle Anime Sante, le
chiese che hanno potuto accogliere i fedeli a Natale.
Oltre ai recuperi, anche a distanza di mesi: dentro Santa Maria
Paganica, racconta, stata appena recuperata miracolosamente una
tela di Damini.
A breve ci sarà il passaggio di testimone: la Protezione civile
lascerà il ruolo di commissario al presidente della Regione Abruzzo
Gianni Chiodi e il governatore dovrà scegliere se riconfermare
Marchetti come vice per i Beni culturali. Lui intanto ha fatto il
piano per il 2010, con una richiesta di finanziamento di 60 milioni
di euro.
Primi obiettivi: la riapertura anche parziale della chiesa delle
Anime Sante in piazza Duomo (bisogna ancora mettere in sicurezza l’a
bside) e la copertura di Santa Maria Paganica con una struttura
particolare, realizzata con materiali di sintesi che hanno la
stessa sagoma dell’acciaio e un peso molto inferiore.
Tecniche di alto livello, come è stato per il “cappellone blu” che
adesso protegge le Anime Sante. Anche se le risorse sono quelle che
sono.
28 dicembre 2009