di Luigi Di Fonzo e Marina Marinucci
L'AQUILA. "Noi aquilani non stiamo chiedendo soldi. Chiediamo soltanto la possibilità di sospendere il pagamento delle tasse, che poi pagheremo, per darci la possibilità di ricostruire e ripartire". Questa volta il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, parla davanti a un cumulo di macerie, davanti a Palazzo Margherita, la sede municipale aquilana danneggiata dal sisma del 6 aprile. E' il primo consiglio comunale convocato nella cosiddetta "zona rossa", quella interdetta alla popolazione.
A spiegare i motivi di questa assise organizzata nel cuore della città martoriata è stato, in apertura di seduta, il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti: "E' una seduta che possiamo definire normale", ha detto Benedetti "concepita per sollevare l'attenzione verso la difficile situazione in cui versa il nostro centro storico, in un momento in cui c'è il rischio che si torni alla normale contribuzione in una città dove nulla è normale, tanto meno la giornata di oggi". Un centin aio le persone, nonostante la pioggia e il freddo, che hanno seguito il consiglio straordinario tra le macerie. L'attesa del decreto annunciato dal capo della Protezione civile Bertolaso, con la proroga della sospensione del pagamento delle tasse a tutto il 2010, è l'argomento trattato da tutti i consiglieri.
Ma è stato il gruppo moderato dei Liberal, che ha contestato la mobilitazione di Comune e Provincia: "Bisognava aspettare gennaio", ha tuonato l'ex sindaco Enzo Lombardi. "Se a gennaio non c'è ancora il decreto allora sì che è legittimo protestare, altrimenti è solo st
rumentalizzazione politica". Fischi e attimi di tensione anche tra il pubblico, poi rientrati quando il sindaco Cialente ha ripreso la parola. "Nel governo è in atto uno scontro tra Letta e Berlusconi da una parte, che sulla ricostruzione dell'Aquila si stanno giocando l'immagine, e ministro Tremonti e Lega dall'altro, che non vogliono concedere nulla a questo territorio. Per noi diventa quindi determinante restare compatti e coesi".
Il consiglio comunale si è concluso con l'appuntamento alla mobilitazione di domani a Roma, davanti a Montecitorio, e l'incontro con i lavoratori del gruppo Compel in cassa integrazione. Le cifre del disastro aquilano sono anche queste: 20 mila persone ancora sfollate in alberghi e in case private, 18 mila cassintegrati e sistema sanitario pubblico in grave difficoltà. Nel pomeriggio invece il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha annunciato la revoca dei contratti per le imprese che hanno ritardato la consegna di case e moduli abitativi provvisori, ovvero le case di legno. La ricostruzione del capoluogo tra tasse e quartieri ancora sommersi dalle macerie è diventata una battaglia per la sopravvivenza.
9 dicembre 2009