Un fiume di cocaina per la costa

Arrestati in 20 tra Ascoli, Teramo e Chieti. Sequestrate armi. La droga arrivava dalla Campania e dalla Calabria

    di Dino Venturoni TERAMO. Un fiume di droga dal Sud verso Ascoli e la costa abruzzese. Lo hanno scoperto i carabinieri del comando provinciale di Ascoli Piceno, che in collaborazione con quelli di Teramo, Chieti e Napoli hanno eseguito ieri all’alba 24 misure cautelari: dieci arresti in carcere, dieci domiciliari e quattro obblighi di firma.

    L’ARSENALE. La complessa operazione antidroga, denominata “Kemist” e coordinata dal pm di Ascoli Ettore Picardi, oltre a individuare un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, ha permesso di scoprire in casa di uno degli indagati, un insospettabile impiegato dell’Ascolano, un autentico arsenale con tanto di esplosivo: quattro pistole, tra cui un revolver, quattro fucili, due da caccia e uno che è una copia esatta di un Kalashnikov, sei chili di polvere da sparo, cinquanta metri di miccia e tre maschere antigas. Forse l’uomo, secondo l’Arma, con quel materiale stava progettando di attuare una rapina.

    I CANALI
    . Nel corso della lunga indagine sono stati individuati due distinti canali di approvvigionamento della droga, uno proveniente dalla Calabria attraverso due fratelli (tratti in arresto in flagranza di reato il 2 luglio del 2008 sull’A14 a Pedaso mentre si accingevano ad effettuare una consegna di circa 280 grammi di cocaina) e l’altro dalla Campania, attraverso un pregiudicato. Quasi tutti gli arrestati sono marchigiani. Quelli presi in Abruzzo sono originari di altre regioni, uno è albanese.

    IL GIRO
    . Riferisce il coman
    dante provinciale dei carabinieri di Ascoli, il colonnello Alessandro Patrizio: «L’attività di spaccio dello stupefacente, concentrata soprattutto nei fine settimana, si caratterizzava non tanto per i singoli quantitativi, relativamente modesti ma continui, quanto per la reclamizzata qualità del “prodotto”. Basti pensare che nei sette mesi d’indagine sono state identificate 133 persone come assuntori abituali. Un altro dato significativo», continua il colonnello, «è che i protagonisti dell’attività delittuosa, in maggioranza incensurati, evidenziavano una insolita capacità di delinquere, tanto che per ovviare a pedinamenti o intercettazioni nei contatti utilizzavano un gergo, si chiamavano con nomi di fantasia ed effettuavano continue bonifiche dei mezzi e dei locali in loro uso».

    I SEQUESTRI
    . Complessivamente, oltre a quelli di ieri, sono stati eseguiti sei arresti in flagranza di reato, con il recupero di circa 500 grammi di cocaina e 20 di hascisc.
    20 novembre 2009
     

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