di Monica Pelliccione
L’AQUILA. Forti boati e scosse di magnitudo inferiore a 2.0 con epicentro tra i comuni di San Demetrio né Vestini, Poggio Picenze e Villa Sant’Angelo. La zona interessata è quella in prossimità del lago Sinizzo, dove in seguito al terremoto del 6 aprile scorso si sono formate diverse crepe lunghe fino a 10 metri, della larghezza di 20 centimetri. Una situazione che si protrae da una decina di giorni e che ha messo in allerta la popolazione del posto. Domenica, alle 22.30, l’ultimo, grande boato, avvertito distintamente a San Demetrio e nei paesi limitrofi.
Nella mattina di ieri, altre piccole scosse localizzate, che il sito Ingv non riporta. Il sindaco di San Demetrio,
Silvano Cappelli, ha interessato la Protezione civile. «L’intera zona viene tenuta costantemente sotto controllo», afferma Cappelli, «in particolare il lago Sinizzo, dove nei mesi scorsi si sono registrati cedimenti della riva e il terreno si è aperto per metri».
L’amministrazione comunale ha provveduto a segnalare il fenomeno alle autorità competenti.
«Le continue scosse avvertite dalla popolazione», sottolinea Cappelli, «sono localizzate in prossimità del lago, nella zona alta del paese, dove termina la faglia che dall’Aquila taglia a metà Onna, Paganica e San Demetrio. Piccoli terremoti di magnitudo quasi sempre inferiore a 2.o».
Le ipotesi avanzate sono molteplici: una «coda» dello sciame sismico conseguente al 6 aprile che, secondo la Protezione civile, potrebbe protrarsi per mesi. O cedimenti interni del terreno, favoriti
dalla presenza del lago. San Demetrio sorge, infatti, su una vasta
area dal sottosuolo ricco di grotte e caverne. «Da quasi due
settimane si avvertono scosse localizzate», evidenzia il sindaco,
«anche se la Protezione civile parla di un decorso naturale del
sisma del 6 aprile, invito tutti gli organi competenti a tenere
sotto stretto controllo il fenomeno. Questo senza allarmismi: la
popolazione deve stare tranquilla, non farsi prendere dal
panico».
Decine le segnalazioni arrivate al Comune da parte di cittadini
che, consultando il sito dell’Ingv, non hanno trovato traccia delle
recenti scosse.
«Ho potuto constatare personalmente», incalza Cappelli, «come l’I
stituto nazionale di geofisica non riporti gli eventi sismici degli
ultimi giorni. Abbiamo inoltrato la segnalazione chiedendo
spiegazioni in merito».
Intanto, a San Demetrio si respira un clima di tensione e allerta:
c’è chi è tornato a dormire in tenda, come nei mesi successivi al
tragico 6 aprile. E chi, svegliato nel cuore della notte dai
continui boati, sceglie di dormire in auto. Proteste anche per la
decisione della Protezione civile di smantellare il campo base
allestito di fronte alle scuole. «Sono rimaste solo quattro tende»,
dice Cappelli, «è stata chiusa anche la mensa».
Ma la popolazione chiede garanzie: il potenziamento dei sensori
per il rilevamento sismico posizionati nella zona e il blocco delle
procedure di smantellamento del campo «almeno fino a quando non si
concluderà questa fase di emergenza».
La scorsa settimana le scuole sono state evacuate per due
volte.
I controlli, intanto, continuano. Il lago Sinizzo è stato oggetto
anche di un monitoraggio aereo.
3 novembre 2009