di Lorenzo Colantonio
PESCARA. Da una luna di miele a una luna di fiele. Da un tailleur bianco, un bouquet di roselline e un bacio casto sulla guancia prima del sì a un memoriale velenoso che accusa l’ex marito, Sabatino Aracu, di aver preso tangenti da Angelini, il grande elemosiniere della sanità privata abruzzese, per girarle a Cicchitto.
Sembrava un po’ Audrey Hepburn e un po’ Grace Kelly,
Maria Maurizio, bionda ed elegante, quel giorno d’autunno di undici anni fa, mentre scendeva da una Rolls Royce bianca parcheggiata davanti al Comune di Pescara. Era un venerdì il 25 settembre del 1998: la donna che ora chiamano “lady tangente” stava per sposare il deputato Aracu. Stava per promettergli fedeltà e amore eterni. E lui, il parlamentare forzista, la attendeva emozionato in cima alla scalinata di palazzo di città.
IL COLPO DI FULMINE. Si erano conosciuti nella Federazione di pattinaggio. Lei, pescarese, era la segretaria mentre Aracu, da due anni in parlamento, era il presidente della federazione con un passato sportivo iridato. L’ex campione del mondo di velocità sui pattini, e la segretaria con volto da attrice e portamento da mannequin, si erano amati a prima vista. Tanto che Aracu aveva deciso di lasciare la seconda moglie.
Allora il governo regionale era in mano al centrosinistra. C’era ancora
Antonio Falconio mentre l’uomo forte del centrodestra era
Giovanni Dell’Elce, e l’emergente del polo era invece
Vito Domenici, l’ex assessore travolto prima
dallo scandalo Fira e poi dalle tangenti di Angelini. Ma nessuno di
questi era tra gli invitati al matrimonio dei vip.
CHI C’ERA. C’erano
Gianni Rivera, allora
parlamentare, e il presidente del Coni,
Mario
Pescante, quel pomeriggio a Pescara, ad aspettare accanto
ad Aracu che Maria Maurizio, elegante e sobria, scendesse dalla
Rolls.
Rivera e Pescante erano i testimoni di nozze. Pescante, però, è
testimone due volte, delle nozze e dell’inchiesta, perché all’i
nizio dell’anno si è presentato anche lui dal procuratore di
Pescara,
Nicola Trifuoggi, come ha fatto la
Maurizio.
Ma torniamo alle nozze e a chi c’era e chi no. Cicchitto, per
esempio, non era tra gli invitati. E tutti, quel giorno a Pescara,
aspettavano persino l’arrivo dal cielo di
Silvio
Berlusconi. Da piazza Italia, scrutavano verso l’alto
sperando di scorgere l’elicottero del cavaliere. Ci fu
Bernardo Siega, assessore comunale, anch’egli poi
travolto da una inchiesta, non su tangenti ma su night e ballerine,
che credette di vederlo quell’elicottero.
IL REGALO DI SILVIO. Berlusconi non venne, ma regalò alla
coppia di sposi un piatto d’argento che pesava quasi due chili. E
gli altri invitati? Erano trecento.
C’erano i big, da
Giovanni Pace, l’ex governatore
di An finito nelle maglie della procura di Pescara per presunte
tangenti pagate da Angelini, a
Biagio Tempesta, l’e
x sindaco di Forza Italia aquilano, tornato a fare l’avvocato; da
Nino Sospiri, portabandiere della questione morale
di An, che pochi anni dopo morirà di cancro, all’ex ministro
Remo Gaspari; da
Lello Tenaglia,
urologo e politico, allora in Forza Italia, passato al
centrosinitra e tornato poi dall’altra parte alle ultime elezioni
regionali, al notaio
Andrea Pastore; dal
presidente della Federcalcio
Luciano Nizzola, al
mago dei sondaggi
Pilo. Qualcuno, tra la folla dei
vip, notò anche
Maria Giovanna Elmi, in abito
rosso. E c’era
Carlo Pace, l’ex sindaco di
Pescara, che uscirà di scena all’inizio del duemila racimolando
pochi voti come consigliere dopo due mandati da primo cittadino, a
celebrare il matrimonio in Comune.
Le chiamarono nozze con i vip, della politica e dello sport, ma di
imprenditori, quel giorno, non c’era neppure l’ombra. Nessun
contatto pubblico. Figuriamoci in un pranzo nuziale. Nessuno
ricorda di aver visto
Enzo Angelini fra i trecento
invitati delle nozze Aracu-Maurizio. Il momento fatidico arrivò
alle 17, quando Aracu pronunciò un flebile sì. Rivera commentò: «Lo
ha detto piano ma lo ha detto», e la sposa si sciolse in sorrisi da
Vacanze Romane o Colazione da Tiffany.
Due estati fa la crisi: lui la lascia, lei si vendica e va subito
in procura.
8 agosto 2009