"Ora non se ne può più!". E' l'esclamazione, con tono quasi disperato, che decine di migliaia di aquilani - ospitati nelle tende o negli alberghi della costa - continuano a ripetere nelle ultime giornate. Cinque scosse venerdì, con magnitudo variabili dai 2.7 ai 4.1, e altre scosse nella mattina di oggi, con epicentro tra Pizzoli, Barete, Scoppito e L'Aquila. A tre mesi dal "grande terremoto" e dopo due giorni di acquazzoni, aumentano la paura e l'esasperazione.
In molti chiedono con insistenza che vengano rifatte le verifiche agli edifici, perchè le continue scosse degli ultimi tempi hanno determinato altre crepe o hanno aggravato quelle già esistenti. Quindi, chi potrebbe tornare a casa perchè ha le abitazioni non molto danneggiate e alle quali basterebbe ripristinare l'erogazione del gas, assicura che continuerà a vivere nelle tende o negli alberghi. La stessa cosa chiedono coloro - poche centinaia - che, facendosi coraggio, erano tornati nelle proprie abitazioni e che già da lunedì scorso - dopo la scossa delle 22:58 di magnitudo 4.9 - sono tornati a vivere fuori.
"Con questa situazione nessuno può costringerci a tornare a casa", esclama una signora indaffarata a mettere in ordine fuori dalla sua tenda nel campo di Piazza d'Armi. "Speriamo che ci tolgano di qui il più presto - aggiunge un'altra -. Voglio iscrivere i figli alle scuole dell'Aquila, ma se la situazione è questa e non ci danno una casa prima di settembre forse ce ne andremo pure noi verso la costa".
Per ciò che riguarda le preoccupazioni che circondano il G8, il ca
po della Protezione civile, Guido Bertolaso ha dichiarato che, se evidentemente contro lo sciame sismico che continua ''non si puo' fare nulla'', lui non è ''preoccupato'' perche' ''tutti i piani sono pronti per fronteggiare qualsiasi evenienza'' e ''tutto e' stato predisposto per ridurre al minimo i disagi e per garantire la sicurezza''.
E' stato lo stesso Bertolaso, in una dichiarazione rilasciata ai Tg, a spiegare che la messa a punto del vertice e' stata definita in ogni suo dettaglio. Da parte di Bertolaso non sono arrivate ne' conferme ne' smentite sull'esistenza di piani di emergenza da attuare nel caso in cui lo sciame sismico nelle prossime 48 ore dovesse proseguire con la stessa intensita' o, addirittura, dovesse acuirsi ulteriormente. Dalle indiscrezioni che pero' sono emerse esisterebbero delle soluzioni alternative, soprattutto dal punto di vista della sicurezza, per fronteggiare una eventuale forte scossa di terremoto nel capoluogo abruzzese.
In particolare, le delegazioni straniere avrebbero concordato con il capo della Protezione civile e con i responsabili della sicurezza un piano di evacuazione veloce dalla caserma Giudice della Guardia di Finanza di Coppito per mettere al riparo i 'Grandi' della Terra. Esisterebbe, probabilmente pero' proprio come ipotesi estrema anche un piano 'B' per trasferire il vertice dalla caserma di Coppito alla Farnesina, la sede del ministero degli Esteri. Un'ipotesi, secondo alcune fonti, sarebbe perseguibile soltanto nel caso in cui tra domani e martedi' si dovesse verificare una nuova forte scossa di terremoto. Di questi piani avrebbe discusso anche ieri il Consiglio dei ministri, con il premier, Silvio Berlusconi, prontamente informato del riacutizzarsi dello sciame sismico all'Aquila.
3 luglio 2009