Processi, un anno per una notifica

Sempre più udienze-lumaca, ma gli ufficiali giudiziari sono pochi.

    di Gian Paolo Coppola


    L’ORGANICO Ma torniamo ai numeri, che aiutano a inquadrare meglio un ufficio che lavora nell’ombra ma in realtà è il motore dell’intero palazzo di giustizia: in servizio attualmente al tribunale di Pescara sono 9 ufficiali giudiziari, tre in meno di quelli previsti dall’organico, per coprire il capoluogo e la cintura metropolitana, principalmente Montesilvano e Spoltore. Di fatto, però, sono sette quelli operativi sul campo, perché oltre al dirigente c’è un addetto che si occupa della posta, vale a dire quelle notifiche meno importanti come le comunicazioni di cancelleria. Con una funzionaria prossima alla maternità che copriva Montesilvano, gli “esterni” scenderanno a 6. Si sono divisi le zone da coprire, ma se qualcuno si ammala l’area scoperta va a gravare sul carico degli altri colleghi. La collaborazione di alcuni avvocati, che nasce grazie al rapporto personale che si instaura con i funzionari, consente di effettuare le notifiche agli studi legali o direttamente in ufficio, ma è solo una piccola discesa lungo un percorso a ostacoli.

    I QUATTRO COMPUTER Perché le notifiche spesso non vengono portate a termine per l’assenza del destinatario, costringendo l’ufficiale giudiziario a effettuare il deposito al Comune e a inviare la raccomandata per far sì che l’atto si consideri notificato. Con ovvia perdita di tempo. Per non parlare delle esecuzioni: si sa quando cominciano, ma non quando finiscono. E’ il caso dello sfratto: può durare da un quarto d’ora a tutta la giornata, e comprende anche l’inventario dell’immobile. Ma i numeri risicati e le mille mansioni non spiegano il perché di migliaia di notifiche arretrate da smaltire, che arrivano soprattutto dal penale. Allora, dov’è che la macchina s’inceppa? Lo stop avviene davanti a quattro computer. Alla carenza d’organico degli ufficiali giudiziari si aggiunge quella, decisiva e fatale, delle coadiutrici, cioè delle segretarie. Quando la procura passa all’u fficio le notifiche da eseguire, queste devono essere registrate sui vari pc. Ogni tipo di atto ha il suo modello e come tale viene catalogato nell’elaboratore. Se la notifica non viene caricata sul computer, l’ufficiale giudiziario non può recapitare l’atto.

    LE COADIUTRICI Ed è qui che si blocca tutto. Attualmente, le coadiutrici in organico sono 4, ma due di loro sono impegnate ogni giorno con l’assistenza all’udienza, prevista nelle loro mansioni ma decisamente penalizzante per l’efficienza dell’u fficio perché le costringe a spostarsi nelle aule dalle 9 alle 14 - e spesso anche di pomeriggio - per chiamare i testimoni dei processi. I tentativi da parte dei dirigenti di esentare le coadiutrici da questo incarico non hanno avuto fortuna. Senza contare che una delle segretarie è stata applicata a un altro ufficio. La coperta è cortissima. Per sodddisfare tutte le esigenze, servirebbero almeno 6 segretarie. Così, capita che l’u fficio resti sguarnito per intere mattinate e che le notifiche restino in giacenza, con un aggravio sull’arretrato.

    Migliaia di atti restano chiusi negli armadi in attesa di essere caricati sul pc per poi essere smistati agli ufficiali giudiziari. I quali, in base alla competenza della zona devono recarsi sul posto, lasciare la copia all’intimato, riportarsi dietro l’o riginale, farlo scaricare di nuovo sul computer per certificare che l’atto è stato eseguito e rispedire quindi l’originale stesso, tramite le coadiutrici, all’autorità richiedente. Il dirigente dell’ ufficio ha scritto molte lettere al presidente del tribunale e alla Corte d’appello per sollecitare un aumento di personale. Ma al di là dei buoni propositi, anche quelle missive sono rimaste in giacenza. Come le notifiche.
    29 giugno 2009
     
     

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