di Maria Rosa Tomasello
PESCARA. Una gara simulata con preventivi di comodo «privi di qualsiasi parvenza di ufficialità e persino del protocollo» per coprire «l’inesistenza di qualunque procedura di effettiva gara». Per la procura di Pescara, è il meccanismo grazie al quale Riccardo Alderighi, direttore del distretto sanitario di Scafa, avrebbe favorito un imprenditore amico per fargli ottenere l’appalto per la ristrutturazione della sede.
È questo il sistema che fa scattare l’accusa di turbativa d’asta nel lungo elenco di accuse mosse dai magistrati di Pescara al dirigente Asl, finito agli arresti domiciliari giovedì assieme alla moglie
Fabrizia Di Domenico, alla segretaria
Nadia Nubile e al medico
Fulvio De Arcangelis, presidente della 13ª commissione di invalidità con accuse gravissime che vanno dall’associazione per delinquere, alla corruzione, fino alla truffa e al falso.
Sono due gli appalti finiti nel mirino degli investigatori della squadra Mobile guidati da
Nicola Zupo: il primo riguarda i lavori di ristrutturazione della sede del distretto (valore, 263 mila euro), il secondo l’acquisto di una apparecchiatura elettromedicale da 47 mila euro. Due casi nei quali sarebbero stati usati meccanismi diversi, ma con la stessa finalità: assegnare l’appalto a una impresa amica.
Per il pm
Gennaro Varone,
Riccardo Alderighi avrebbe turbato l’aggiudicazione dei lavori per la sistemazione del distretto «che Alderighi attribuiva di f
atto direttamente alla ditta Demer srl, dando la mera parvenza di
una gara informale (trattativa privata) con il predisporre
preventivi di comodo che venivano sottoposti per la sottoscrizione
ad altre ditte non effettivamente interessate».
È la conclusione a cui arrivano gli inquirenti ascoltando gli
imprenditori che avrebbero partecipato alla selezione: uno di
questi, si legge nell’ordinanza, «ha ammesso tranquillamente di
avere sottoscritto un’offerta di comodo su richiesta dell’i
mprenditore, il quale gliela aveva anche predisposta: dichiarazione
che getta una luce sinistra anche sugli altri preventivi
occultamente presentati e gestiti da Alderighi».
Nel corso delle perquisizioni, gli uomini della Mobile scoprono
che per l’esecuzione dei lavori del primo lotto (valore 44 mila
euro), nel periodo ottobre-novembre 2007, il distretto riceve sei
offerte. Questi preventivi, però, «presentano tutti una medesima
veste grafica, che suggerisce la provenienza da una medesima
fonte». Non solo, in un paio di casi «le manoscritture appaiono
riconducibili a una medesima mano». Tra le proposte, poi, c’è anche
quella di una ditta di vivai e facchinaggio che, rileva la procura,
«non pare potesse avere attitudine a realizzare opere edili e
impiantistiche». Il 14 novembre 2007, quindi, in base a questi
preventivi, Alderighi affida i lavori alla Demer srl. Di questi
pagamenti, la polizia avrebbe trovato riscontro. È ancora da
accertare, invece, l’avvenuto pagamento dei lavori del secondo
lotto, fino al totale di 263 mila euro.
Di certo, si legge nell’ordinanza, c’è che le opere vengono
nuovamente affidate alla Demer. In relazione al secondo lotto, gli
investigatori avrebbero rinvenuto cinque richieste di preventivo,
tutte datate 9 giugno 1998, che presentano caratteristiche analoghe
alle precedenti. E anche in questo caso, un titolare di azienda
avrebbe ammesso «di avere sottoscritto una offerta di comodo»,
ancora una volta su richiesta dell’imprenditore, e «di averla
firmata mentre si trovava di passaggio presso la sua ditta».
Secondo il gip
Luca De Ninis, «dallo stato
confusionario dei documenti pubblici acquisiti, di per sè
indicativo dell’inesistenza sostanziale di qualunque procedura di
selezione, sembra comprendersi che siano state esperite,
apparentemente, due trattative private, mentre per il resto vi sono
stati affidamenti diretti».
Diverso il caso dell’acquisto dell’apparecchiatura
elettromedicale, uno spirometro di 2º livello, per il quale sarebbe
stato utilizzato il criterio dell’infungibilità, che permette al
committente di scegliere un solo prodotto perché è l’unico sul
mercato con determinate caratteristiche: secondo l’accusa, sarebbe
stato prima individuato il prodotto della ditta da preferire, per
poi motivare la scelta e «consentire a una ditta determinata di
presentare l’offerta vincente». Questa «blindatura» avrebbe
sollevato la protesta scritta di una delle ditte partecipanti, ma
la gara, alla fine, venne aggiudicata alla Sensor Medics srl il 31
marzo 2008.
6 giugno 2009