Con tutti i problemi che ci sono da risolvere c'era davvero
bisogno di dividersi in blocchi contrapposti? Neppure una tragedia
come questa del terremoto riesce a generare un patto istituzione,
sia pure a termine (sei mesi, un anno), tra maggioranza e
opposizione? Da queste considerazioni scaturisce un senso di fatica
e di distacco verso la tornata elettorale.
Mentre per le Province si vota nel pieno di una discussione che ne
vorrebbe l'abolizione, i risultati più attesi dalle segreterie
politiche riguardano i due comuni capoluogo, Pescara e Teramo,
entrambi alle urne in anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Teramo vota un anno prima in quanto Gianni Chiodi si è dimesso per
scalare con successo la Regione. Il governatore spera di ottenere
nella sua città quel pieno di consensi che l'Abruzzo gli ha
lesinato nel dicembre scorso; sono candidati suoi uomini di
fiducia, alcuni dei quali ha voluto al suo fianco all'Aquila, a
Palazzo Centi. Chiodi ha intuito che se non dimostra, anche al suo
stesso schieramento, di essere forte elettoralmente rischia di
subire troppi condizionamenti e ricatti.
Ecco perché sta impegnando energie e tempo degni di miglior causa.
A Teramo vuole vincere in maniera inequivocabile e consolidare le
basi del suo incerto potere. Pescara, invece, torna al voto dopo
appena un anno in seguito al controverso arresto di Luciano
D'Alfonso. Qui il centrodestra conta di chiudere una partita persa
sul piano politico ma riaperta dopo il trauma giudiziario. Come già
alla Regione nel dopo- Del Turco, il Pd a Pescara non è riuscito a
fare chiarezza su quel che è successo, venendo meno ad un'esigenza
di rigore e trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica. E'
prevalsa una imbarazzante opera di rimozione pubblica dello
scandalo e delle sue cause, dei torti e delle ragioni del suo
uomo-simbolo: D'Alfonso appunto.
In una città piena di sfollati del sisma questa campagna
elettorale appare ancor più surreale. L'astensione non è una
risposta al malessere diffuso, tuttavia comprendo il fastidio di
chi ascolta in giro tanta propaganda e poche vere idee. Da
inguaribile ottimista, confido che qualcosa di meglio possa
emergere nei prossimi giorni. Gli abruzzesi se lo meritano.