di Gilberto Petrucci e Walter Teti
PENNE. Dolore, lacrime e applausi per Alessio ed Enza. Penne e Tocco sono in lutto. Il dolore avvolge piazza Luca da Penne. Il feretro esce dal Palazzo comunale alle 15 in punto. La messa si celebra all’aperto perché non ci sono chiese sicure per contenere così tanta gente. L’intera cittadina, ancora stordita dal tragico sisma che ha colpito l’Abruzzo, si è fermata per dare l’ultimo saluto ad Alessio Di Simone. Il sindaco Donato Di Marcoberardino, ieri, ha proclamato il lutto cittadino dalle 14 alle 17.
Il giovane ingegnere informatico avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 13 settembre. Studiava all’Aquila per conseguire la laurea specialistica. Non ce l’ha fatta. Ha perso la vita nel crollo della Casa dello studente, in piazza XX Settembre. Il corpo del ragazzo è stato estratto lunedì alle 15,30. Studiava all’Aquila per conseguire la laurea specialistica. Non ce l’ha fatta. Ha perso la vita nel crollo della Casa dello studente, in piazza XX Settembre. Il corpo senza vita del ragazzo è stato estratto dalle macerie lunedì scorso, intorno alle 15,30.
Si è salvato miracolosamente, invece, il suo compagno di stanza. Dopo i funerali di Stato, tenutosi all’Aquila, la salma di Alessio Di Simone è stata trasferita nella sala consiliare del Comune di Penne, in piazza, in cui è stata allestita la camera ardente. Sono stati migliaia i pennesi che hanno visitato nelle ultime ore il feretro. Distrutti i genitori, il papà Roberto e la mamma Annarita Barchiesi non si danno pace. «E’ una morte assurda», sussurrano gli amici. La messa è stata celebrata dall’arcivesc
ovo Tommaso Valentinetti, davanti a oltre mille persone assiepate
in piazza Luca da Penne. Presenti tantissimi giovani che hanno
ricordato lo studente con uno striscione: «Disi sei sempre con
noi». Al rito funebre hanno partecipato i rappresentati delle
associazioni pennesi, dalla Protezione civile alla Croce Rossa. Il
presidente della Banca Mediolanum, Ennio Doris, ha inviato un
telegramma personale alla famiglia Di Simone, essendo il padre
Roberto uno dei promotori finanziari del gruppo.
Al funerale hanno partecipato i colleghi, molti dei quali
provenienti dall’Aquila, e i vertici aziendali della banca
lombarda. «I nostri cuori non hanno più parole, i nostri occhi non
hanno più lacrime per quello che è accaduto in Abruzzo», ha
esordito nell’omelia monsignor Tommaso Valentinetti. «La diocesi
Pescara-Penne ha perso molte vite in questo tragico e triste
evento. Ora dobbiamo reagire seguendo due itinerari: la preghiera e
la speranza». L’arcivescovo, poi, parla anche dei danni presenti
nelle chiese della diocesi: «Il terremoto non ha risparmiato
nemmeno le nostre chiese; secondo i dati a nostra disposizione,
oltre 30 chiese sono chiuse o inagibili». Dopo la benedizione dell’a
rcivescovo, la bara è stata accompagnata a spalla verso il
cimitero di contrada San Salvatore. Sul feretro c’erano due
fotografie: in una c’è Alessio felice mentre abbraccia la fidanzata
Marianna; nella seconda, il viso del ragazzo con la corona di
alloro sul capo testa. Il corteo funebre è un lungo serpentone che
scorre lentamente da piazza Luca a corso Alessandrini. I giovani
piangano in silenzio quel compagno che non c’è più. Una seconda
messa per ricordare Alessio è prevista domani mattina, alle ore
9.30, nella chiesa di San Domenico. TOCCO DA CASAURIA. «Il Signore
l’ha voluta vicino a sè» e ieri l’intero paese «l’ha accompagnata a
intraprendere il cammino della resurrezione e della vita».
Il parroco don Michele Persichitti durante l’omelia è stato
sintetico, ma incisivo e ha toccato i cuori delle circa mille
persone che sono intervenute a rendere l’ultimo saluto a Enza
Terzini, la ventunenne toccolana vittima del terremoto. La salma
era arrivata a Tocco giovedì e portata nella sua casa in paese,
dove è stata allestita la camera ardente. Due lunghe file di corone
di fiori bianchi portate da un esercito di giovani, con le lacrime
agli occhi, hanno aperto il corteo funebre che dall’abitazione ha
attraversato l’intero paese per giungere all’altare da campo
allestito nel quartiere dei Cappuccini, nell’ex campo di calcio nel
retro dell’ospedale, per l’indisponibilità di tutte le chiese
cittadine lesionate dalle scosse sismiche. Con il parroco altri tre
sacerdoti hanno concelebrato la messa: padre Urbano Pittiglio, don
Nicolino Santilli e don Michele Panissa.
A dare conforto ai genitori il papà Angelo, medico a Popoli, la
mamma Maria - alla sorella maggiore Mara, al cognato Pacifico al
nonno Mario e al fidanzato di Enza Alfonso, sono giunti amici e
conoscenti da tutta la regione. Nella massa di giovani studenti,
molti medici colleghi del papà, e poi i sindaci di Tocco Riziero
Zaccagnini, di Popoli Emidio Castricone, di Torre de’ Passeri
Antonello Linari, di Bolognano Silvina Sarra, il presidente della
Provincia Giuseppe De Dominicis, la vice prefetto Daniela di
Baldassarre, il capitano dei carabinieri di Popoli Cosimo Lamusta
con i marescialli Maurizio Frasca, Marcello Santacroce e il
brigadiere Alessandro Masciulli. A completare il quadro della
solidarietà sociale le rappresentanze di tutte le associazioni
cittadine, Alpini, Avis, Avulss, Muovimenti, Coro Esperia, e vigili
del fuoco, Croce Rossa, Protezione civile. Le parole di don Michele
hanno risuonato nello spazio aperto: «La morte di una persona così
giovane non deve far vacillare la nostra fede perché Enza ha
raggiunto il suo posto vicino al Signore. Dobbiamo superare questo
percorso di lutto, pensando alla resurrezione».
Enza, iscritta al primo anno di scienze biologiche, divideva con
la sua amica, la riminese Eleonora Calesini, l’appartamento al
primo piano dello stabile di cinque nel quartiere di Villa Gioia
sul versante a valle di via XX Settembre. Eleonora è stata estratta
viva e sta lottando contro la morte all’ospedale di Teramo. Per
Enza le operazioni di estrazione sono state lunghe e faticose e a
Tocco si è sperato fino all’ultimo poterla rivedere viva. «Era una
ragazza attenta e intelligente», è il ricordo del suo professore di
matematica delle medie Amedeo Di Giulio. Mentre i coetanei la
salutano con «un ciao Enza, ti porteremo sempre nel nostro cuore,
ricorderemo sempre la tua giovialità, il tuo sorriso, la tua bontà.
Veglia su di noi, guardaci dal cielo». La bara è stata accompagnata
fino a dentro il cimitero ed il corteo ha solcato l’intero paese
con le serrande dei negozi abbassate per il lutto cittadino
proclamato dal sindaco. L’ex parroco del paese don Luigi Macciocca,
75 anni, colto da malore è stato soccorso dalla Croce Rossa
presente al funerale. Il sacerdote è ora ricoverato nel reparto di
medicina.
17 aprile 2009