PESCARA. La metà degli edifici finora controllati perché mostrano segni, più o meno gravi, di cedimenti è agibile. I sopralluoghi tecnici sono stati 2.181 e 1.177 sono gli edifici utilizzabili, pari al 54% del totale. Il dato è del dipartimento della Protezione civile che coordina le rilevazioni sugli immobili nelle aree colpite dal sisma. Sono 441 (20%) gli edifici temporaneamente inagibili «ma agibili con provvedimenti di pronto intervento»; 70 (3%) i parzialmente inagibili; 93 (4%) i temporaneamente inagibili «da rivedere con approfondimento»; 363 (17%) quelli del tutto inagibili e 37 (2%) quelli inagibili «per rischio esterno».
LA MAPPA INTERATTIVA I comuni colpiti dal sisma Le prime cifre paiono dunque confermare in larga misura il quadro fosco emerso dai primi rilevamenti che ha portato i sindaci di 148 centri, tra frazioni e comuni dalla montagna alla costa, all’incirca 140, a emettere ordinanze di chiusura, quantomeno in via precauzionale, per molti edifici pubblici, di culto e privati. La mappa dei centri dell’Abruzzo danneggiati dal terremoto del 6 aprile si avvia però a essere completa.
Provincia dell’Aquila. La cartina contempla solo alcune delle frazioni dell’Aquila, come
Onna, Roio, Pianola, Paganica e
Camarda, quelle cioé che appaiono al momento le più profondamente ferite dal sisma, ma sono interessate da crolli impor
tanti e totale sfollamento anche
Assergi, Aragno,
Collebrincioni, Filetto, Arischia, San Vittorito, Cansatessa, Sant’E
lia, Preturo, Bazzano, Coppito, Bazzano, Sassa, Bagno,
Monticchio (la più integra)
, San
Gregorio. Mentre spostandosi in provincia va segnalato che
a
Prata D’Ansidonia il centro storico è stato
evacuato, 320 i ricoveri nella tendopoli, decine di sgomberi, il
Comune è inagibile ed è a rischio di crollo la preziosa chiesa
romanica di San Paolo di Peltuinum. Tutta
San Pio delle
Camere è inagibile e sgomberata: il 90% della popolazione
è senza un tetto. Ad
Anversa Degli Abruzzi 8
ordinanze di sgombero con 8 famiglie sfollate, due le chiese
inagibili. Chiuso tutto il borgo medievale di
Massa D’A
lbe, con le chiese della Concezione, Madonna di Ripoli, e
San Teodoro, nella frazione di Forme. Decine le verifiche sulle
abitazioni. A
Cansano 3 ordinanze di sgombero
totale di palazzine e 5 parziali, chiuse due strade su cui
insistono case a rischio di crollo. Segnalazioni di lesioni dalla
case popolari di
Gioia Dei Marsi, che registra
danni alla chiesa di Santa Maria Assunta. Sopralluoghi nelle
scuole. A
Pettorano sul Gizio inagibile la chiesa
madre, verifiche su tutto il centro storico. Inagibili a
Gagliano Aterno il Comune, le chiese, una casa;
sgombero del paese alto per rischio crolli.
Luco De’ Marsidiverse case lesionate, una
sgomberata, chiusa al traffico via Santa Maria, accertamenti sulle
scuole.
Campotosto è evacuato, i 700 abitanti sono
in tenda; danni per la chiesa della Madonna di Brognaleto,
municipio inagibile come molte abitazioni. Crolli ovunque a
Capitignano, anch’esso sgomberato.
Villa
Sant’Angelo, ha avuto il 97% del centro storico distrutto
ed è vuota: i suoi 450 abitandi, molti segnati da lutti, vivono in
tenda. Evacuati anche i 3000 abitanti di
Montereale. A
Scoppito:
sfollati i 3200 residenti, centri storici delle 17 frazioni
transennati, chiuse diverse strade. A
Tione Degli
Abruzzi evacuati i 3 centri storici, strade ostruite. Le
chiese hanno subito seri danni, la torre ha perso lo sperone,
inagibile il municipio. Evacuazione anche per
Pizzoli, 60 le case inagibili, e per
Cagnano Amiterno, e
Barete,
gravemente lesionati. Inagibile e sgomberato il centro storico di
Fossa, con crolli e problemi per i massi caduti
dal monte Circolo. A terra il centro storico di
Poggio
Picenze, inagibile l’80% delle abitazioni. Stessa
percentuale per il patrimonio abitativo di
Lucoli,
i 1065 residenti sono sfollati. Verifiche a
Tornimparte su scuole, esercizi pubblici, negozi e
case; a rischio il campanile della Madonna della Strada, crolli
alla chiesa di Chielacosta.
Accianoevacuati i centri storici delle 5
frazioni, accesso precluso, il municipio è inagibile, crolli nelle
chiese di Succiano e di Rocca Preturo, il campanile di San Lorenzo
si è piegato, danni alle chiese di Beffi e Acciano. A
Ovindoli il 25% delle case abitate è inagibile,
parzialmente agibile il Comune, chiuse la scuola materna e
elementare e le chiese; lesionata la cappella del cimitero. 50 gli
sfollati. A
Rocca di Mezzo due terzi degli
abitanti ha la casa lesionata: 1000 sfollati. A
Rocca di
Cambio il 90% delle case è inagibile, il 100% delle
chiese, tutta la popolazione sgomberata. A
Ocre
chiusi i 5 centri abitati, 110 sfollati. Verifiche di stabilità su
tutte le case.
Barisciano: chiuso il centro
storico con 10 case crollate, inagibili la caserma dei carabinieri,
il municipio, la parrocchia. 300 gli sfollati; crolli a San
Martino, Villa di Mezzo e Lapedogna. Quartiere Tricaglio
inagibile. A
Capestrano chiusi chiesa, negozi e
palazzi su piazza del Mercato, il Comune e appartamenti ai piani
superiori, le Poste. Una decina le famiglie sfollate. Chiusa
a
Pratola Peligna la chiesa della Madonna della
Libera. A
Vittorito 235 case lesionate, 20
sgomberate, 50 sfollati, inagibili la scuola e due chiese. A
Navelli evacuata Civitaretenga, crolli alla Torre
civica medievale, in parte del ghetto ebraico, in 15 case, al
campanile della parrocchia; inagibili tre chiese.
16 aprile 2009