L'Abruzzo ricorda la strage di Monongah

      Cento anni fa nella miniera di Monongah, città americana del West Virginia, per uno scoppio in due gallerie sotterranee morirono circa mille minatori, di cui 171 italiani. Una tragedia che per perdite di vite umane supera anche quella della città belga di Marcinelle nel 1956, dove furono 136 i lavoratori italiani emigrati a morire.

    Erano le 10.30 del mattino del 6 dicembre 1907 quando nelle gallerie 6 e 8 della miniera di carbone nella cittadina americana, che contava 3mila abitanti, si scatenò l'inferno, il più grave disastro minerario che la storia degli Stati Uniti d'America ricordi. 171 le vittime "ufficiali" italiane emigrate da località abruzzesi, molisane e calabresi.

    In totale persero la vita un migliaio di lavoratori, immigrati negli Usa da varie parti del mondo. Una tragedia rimasta dimenticata per anni. L'Abruzzo - terra di emigrazione- ricorda questa strage del lavoro con manifestazioni, cerimonie, libri e filmati dedicati a una triste pagina della storia del secolo scorso.
    6 dicembre 2007
     

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