Danilo Di Luca con i lettori

Centinaia di fans: ora è più bello andare in bici

     

    Di Luca - «Volentieri, ma non ci sono: vado a Milano».
    Tu sai che anche i ciechi vanno in bicicletta?
    Di Luca - «Lo so, vanno in tandem. E li saluto tutti perché ammiro le loro gesta sia nel ciclismo che in tutti gli altri sport».
    Che cosa si prova quando si scopre che un collega di squadra ha vinto barando?
    Di Luca - «Ognuno ha una sua teoria e si gestisce come meglio crede. Chi sceglie di barare e poi viene “ beccato” è giusto che paghi. C'è da dire, comunque, che negli ultimi anni il ciclismo è molto cambiato e i risultati si stanno vedendo».
    Il soprannome di “killer” come è nato?
    Di Luca - «Me lo ha affibbiato un mio ex direttore sportivo».

    Domenico Buccione
    Sto curando un raduno nazionale dei ciechi, la tappa conclusiva sarà a Pescara il 15 giugno. Sono qui per invitarti. Ci sarà anche il sindaco.

    Di Luca - «Volentieri, ma ripeto che sarò fuori Pescara fino a venerdì sera».

    Sante Bonavita, di Roseto
    Complimenti per la vittoria. Hai fatto vivere un'emozione unica a tutti gli abruzzesi.

    Di Luca - «Ti ringrazio».
    Io sono titolare del bar dell'Arco, a Montepagano, in una frazione di Roseto. Se passi da questi parti, mi vieni a trovare? Ho messo la maglietta in bella mostra, un bell'autografo non ci starebbe male.
    Di Luca - «Se passo in bicicletta con Spezialetti mi fermo. Spesso mi alleno con lui da quelle parti».

    Valerio De Carolis
    Qual è la preparazione di un ciclista prima di una tappa?

    Di Luca - «Appena svegli si fa colazione, una colazione un po' strana, perché si mangia la pasta alle 7 di mattina, la pasta è il carburante per qualsiasi atleta, è la vera benzina, i carboidrati sono fondamentali per noi. Quindi facciamo il pranzo a colazione. Poi si torna in camera, ci si prepara e si va alla partenza della gara».

    Costantino Fortuna
    Sono emozionato. Hai acquistato una serenità in corsa, una cosa incredibile. Ti do un consiglio, da fratello. Devi diventare padre e vedrai che vincerai il Tour de France.

    Di Luca - «Ci sto pensando, ci vuole un po' di tempo».

    Paolo Marzuoli
    Hai preso la maglia rosa il giorno del mio compleanno e l'hai portata fino a Milano. È stato il più bel regalo per me.
    Di Luca - «Sono contento, spero di fartene altri».

    Sandro Marino, di Ortona
    Sono un tuo tifoso da tanti anni, sono stato anche un amico di Pantani perché mia figlia era a Cesena. Io parlavo di te a Pantani quando eri dilettante. In passato ho apprezzato molto anche Fantini e, in misura minore, Taccone.
    Di Luca - «Sì, meglio Fantini».
    Ora devi vincere il Tour.
    Di Luca - «Ci andrò tra due anni».
    Sei forte anche in televisione, ti fai capire bene, non sbagli neanche un congiuntivo. Questo fa onore a tutti gli abruzzesi.
    Di Luca - «Grazie di tutto, a Pescara ci sarà la festa a luglio. Ti aspetto».

    Luigi di Pescara
    Alle Olimpiadi ci pensi?
    Di Luca - «Certo. È un bel percorso, un percorso importante».

    Molti lettori hanno inviato domande a Di Luca anche via e-mail

    Bruno Capodicasa
    Danilo, ti scrivo dalle Marche, sei un grande! Desidero avere il tuo autografo sul mio casco, è possibile? Sabato sarò a Spoltore!

    Di Luca - «Allora ci vediamo sabato».

    Pio Di Stefano
    Sono il vice sindaco del Comune di Rocca di Cambio e ho organizzato la terza tappa della Tirreno-Adriatico, la Anagni-Rocca di Cambio del 2002. Gli appassionati di ciclismo del mio paese, e sono tanti, ricordano ancora la grande emozione che riuscisti a darci in quel giorno e tutti, oggi, sono fieri per la tua meritatissima vittoria al recente Giro d'Italia. Grazie per tutto e un sincero “ad maiora” per le prossime competizioni. L'Abruzzo è fiero di te. Bravò!

    Andrea di Fossacesia
    Grandissimo Danilo, Finalmente! Sono di Fossacesia, appassionato e cicloamatore quindi seguo molto questo sport. Al posto tuo avrei evitato di pronunciare la parola “terrone” per evitare, come poi è successo, che quelli del Nord rimarcassero, come a confermare, questa tua e nostra condizione.

    Giovanni Susi
    Porta anche al Tour il carattere forte di noi abruzzesi, forza Danilo siamo tutti fieri di te.
    11 giugno 2007
     
     

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