di Gian Paolo Coppola
PESCARA. Da Pinerolo a Foggia, da Monza a Melfi. La procura di Pescara si appresta a cambiare timoniere e calamita richieste da tutta la Penisola. Si è scatenata la corsa per occupare la poltrona più importante di una sede giudiziaria strategica, vicina com'è a Roma e tra le principali del centro Italia. Ai primi di novembre, l'attuale procuratore capo
Nicola Trifuoggi decadrà automaticamente dall'incarico. Alla scadenza dei termini, sono state ben 26 le candidature presentate. La decisione finale sul prescelto sarà adottata il prossimo autunno dal Consiglio superiore della magistratura. I criteri per la scelta del candidato da proporre al plenum, al quale spetta l'ultima parola, non sono più rigidi come una volta e offrono chances anche a chi sembra avere meno titoli. L'anzianità di servizio, che una volta costituiva uno dei requisiti più importanti, è diventato uno dei criteri residuali. E non deve sorprendere dunque che abbiano presentato la domanda
Renato Liguori, sostituto pg di Roma entrato in magistratura il 16 ottobre 1969, e
Giovanni Bombardieri, pm anche lui a Roma, in carriera dal 7 giugno 1989, nonostante che li dividano 20 anni di lavoro nei palazzi di giustizia. Nella tabella che pubblichiamo in alto, infatti, è riportato l'ordine della graduatoria stilata dall'organo di autogoverno dei giudici sulla base della sola anzianità di servizio, cioè dal momento dell'ingresso in magistratura e dunque dell'inizio della carriera. Semmai, pu&ogra
ve; avere un peso l'anzianità specifica, cioè l'esperienza
accumulata alla direzione di altre procure. Ma nella scelta dei
giudici di Palazzo dei Marescialli, a Roma, entreranno in gioco
molteplici fattori: il curriculum con i relativi meriti, la
partecipazione a corsi e incontri di studio, le pubblicazioni
realizzate, il lavoro svolto in sedi disagiate. Senza dimenticare,
particolare tutt'altro che secondario, il progetto organizzativo
dell'ufficio direttivo richiesto. Del lotto di candidati, Liguori
è il più anziano anche di età, 69 anni, 21 più dei due candidati
più giovani,
Gregorio Capasso e
Aldo Aceto,
quest'ultimo giudice a Larino ma già pm a Pescara fino al 2008. Chi
gode della maggiore anzianità di servizio parte con un piccolo
vantaggio quanto meno per avere raggiunto la valutazione massima
(la settima) di professionalità, che nella carriera di un
magistrato scatta ogni quadriennio. I primi 15 della lista l'hanno
già ottenuta. Scorrendo l'elenco, spiccano i nomi degli attuali
procuratori di Sulmona e Vasto,
Federico De Siervo e
Francesco Cosimo Prete, ma c'è anche il pm di Calciopoli
Giuseppe Narducci, di recente entrato nella giunta del neo
sindaco di Napoli De Magistris come assessore alla sicurezza. La
quinta commissione competente per gli incarichi direttivi, dovrà
sfoltire la rosa e indicare il nome del prescelto o restringere i
candidati a non più di tre nomi. Nel primo caso, significherà che
la scelta è stata all'unanimità, negli altri casi che i giudici si
sono divisi e che hanno affidato la patata bollente nelle mani del
plenum. Sulla cui decisione finale peserà il concerto, cioè il
parere, del ministro della Giustizia, quasi sempre favorevole ma
comunque vincolante. Senza il lasciapassare del Guardasigilli, il
Csm dovrebbe tornare a riunirsi per proporre un nuovo nome. In caso
di corsa a due o più nomi, il plenum potrebbe anche decidere di
convocare i candidati rimasti in corsa per ascoltarli di persona
come intendano organizzare e gestire l'ufficio. Un'incognita,
invece, stabilire quando il Csm si pronuncerà e soprattutto quando
avverrà la presa in possesso dell'incarico. Sicuramente, se ne
riparlerà dopo l'estate, alla ripresa dell'attività dopo i termini
feriali. La scelta del nuovo procuratore di Pescara è nel
calendario dei lavori della commissione per gli incarichi
direttivi, ma non è escluso che l'arrivo del magistrato slitti
all'autunno inoltrato, se non al prossimo inverno. Le funzioni di
procuratore verrebbero ricoperte nel frattempo dall'attuale
procuratore aggiunto
Cristina Tedeschini.
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19 luglio 2011