In 150 con a capo don Sisto di Borbone, pronipote dell'ultima imperatrice d'Austria e discendente al trono di Spagna. Così i tradizionalisti del Regno delle due Sicilie hanno riconquistato la fortezza aragonese di Civitella del Tronto, l'ultimo baluardo borbonico capitolato il 20 marzo del 1861, dopo sei mesi di assedio piemontese. I tradizionalisti del Regno di Napoli hanno commemorato l'esercito borbonico a un anno esatto dalla celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Al grido 'viva o re' e indossando baschi rossi con lo stemma del "carlismo" (dios, patria, rey) i borbonici hanno sfilato per le vie di Civitella, reso omaggio alla tomba dell'eroe Matteo Wade, e celebrato messa all'interno della fortezza, dopo un ricco incontro culinario a base di timballo di Ferdinando II, pan di Spagna, bufala, alici spagnole impanate e fritte. (immagini Luciano Adriani) LE FOTO il CentroVideo
In 150 con a capo don Sisto di Borbone, pronipote dell'ultima imperatrice d'Austria e discendente al trono di Spagna. Così i tradizionalisti del Regno delle due Sicilie hanno riconquistato la fortezza aragonese di Civitella del Tronto, l'ultimo baluardo borbonico capitolato il 20 marzo del 1861, dopo sei mesi di assedio piemontese. I tradizionalisti del Regno di Napoli hanno commemorato l'esercito borbonico a un anno esatto dalla celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Al grido 'viva o re' e indossando baschi rossi con lo stemma del "carlismo" (dios, patria, rey) i borbonici hanno sfilato per le vie di Civitella, reso omaggio alla tomba dell'eroe Matteo Wade, e celebrato messa all'interno della fortezza, dopo un ricco incontro culinario a base di timballo di Ferdinando II, pan di Spagna, bufala, alici spagnole impanate e fritte. (immagini Luciano Adriani) IL VIDEO il CentroGalleria Fotografica
Sono tornate le carriole all'Aquila, ma stavolta non in piazza Palazzo, dove in settimana hanno lavorato i mezzi di vigili del fuoco e dell'esercito, ma in piazza IX Martiri, nel cuore della "zona rossa della zona rossa", cioè una delle aree del centro storico tra le più devastate. Intanto per festeggiare il primo giorno di primavera, migliaia di persone hanno affollato le vie principali che attraversano la zona rossa, colorando strade e piazze con fiori e palloncini. Fiori in piazza Regina Margherita, piazza IX Martiri, alla Fontana Luminosa, sui mattoni accumulati di piazza Palazzo. Fiori anche in piazza Duomo. (foto Fabio Iuliano) Leggi l'articolo il CentroGalleria Fotografica
Cerimonia di riapertura al culto della chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta come chiesa delle Anime Sante, in piazza Duomo, all'Aquila. E' diventata il simbolo del sisma del 6 aprile scorso. Su un grande schermo allestito nella stessa piazza si possono vedere le immagini delle fasi di messa in sicurezza della cupola. All’interno i danni sono stati consisistenti e purtroppo solo in parte sanabili. La chiesa al momento è utilizzabile nella sola parte della navata, separata dalla parte absidale da un muro eretto all'altezza del transetto sul quale fa da sfondo un dipinto di arte sacra napoletana del XVIII secolo. Il crollo della cupola e della lanterna che poggiava su di essa ha aperto, in corrispondenza dell’altare maggiore, una voragine di un metro sotto il pavimento. Sull’altare di Santa Barbara, il primo a destra, sono stati ricollocati l’antico Cristo Morto, emblema della devozione aquilana, e la statua della Madonna addolorata. Ai lati del presbiterio il coro ligneo. (foto Raniero Pizzi) Leggi l'articolo il CentroGalleria Fotografica
I mezzi dei vigili del fuoco e dell'esercito hanno inziato a rimuovere le macerie in Piazza Palazzo. Le operazioni di raccolta e smaltimento non hanno trovato d'accordo alcuni rappresentanti dei comitati che contestano il metodo usato per rimuovere le macerie. "Così si rischia di perdere materiale e masserizie". (foto Raniero Pizz) Leggi l'articolo il CentroGalleria Fotografica
Una delle due giostrine nella piazzetta davanti all'hotel Esplanade a Pescara è stata completamente distrutta da un incendio che si è sviluppato tra le tre e mezza e le quattro nella notte tra il 17 e il 18 marzo. I vigili del fuoco, che hanno dovuto lavorare per più di mezz'ora per spegnere le fiamme, escludono che il rogo sia stato provocato da un corto circuito e pensano che sia di origine dolosa. (Foto e testo diLaura Venuti) il CentroGalleria Fotografica
La notte e il giorno tra le case abbandonate: ritardi e burocrazia paralizzano la ricostruzione. Non solo la zona rossa, ma anche il resto della città è un deserto in preda agli sciacalli che rubano il poco che è rimasto nelle abitazioni Repubblica RadioVideo
Fiocco azzurro allo Zoo Safari di Rocca San Giovanni. Lunedì è nato un piccolo cammello asiatico dalla caratteristica peluria bianca. Il cicciolo trotterella, tra una poppata e l'altra, sotto gli occhi della mamma Buda. Ha solo due giorni, ma è alto già un metro e ha le gambe forti e robuste. Il cammellino non ha ancora un nome. I proprietari dello zoo, la famiglia Bellucci, potrebbero decidere di far scegliere il nome del piccolo ai bambini in visita allo Zoo. (foto di Daria De Laurentiis) il CentroGalleria Fotografica
La serigrafia di Joseph Beuys dal titolo "Tramstop" è esposta alla mostra PescarArt, allestita al Museo d'arte contemporanea Vittoria Colonna di Pescara, insieme ad opere di Umberto Mastroianni, Lucio Fontana, Franz Borghese, Remo Brindisi ed Elio Di Blasio. Secondo Lucrezia De Domizio Durini, collezionista, editrice, curatrice e mecenate, è un falso: "E' stata colorata di marrone e ritagliata in 13 centimetri per un metro. E’ un falso perché la serigrafia Tramstop edita nel 1977 è classificata al numero 217 del catalogo ufficiale su Beuys. Misura 99x63 centimentri, è bianca e nera ed è stata esposta alla biennale di Venezia nel 1976". Leggi l'articolo il CentroGalleria Fotografica
Truffa aggravata e falso nell'ambito dei lavori di ristrutturazione di una palazzina dell'ospedale di Pescara. In carcere Franco D'Intino, funzionario della Asl e responsabile unico dei lavori, Giulio Piancone, imprenditore del Foggiano, e Giacomo Piscitelli, di Barletta, responsabile del cantiere. Ai domiciliari Alfonso Colliva e Damiana Bugiani, entrambe di Pescara, direttori dei lavori nell'appalto incriminato. Leggi l'articolo il CentroVideo