Finisce all'asta il capannone industriale della Saba

Raiano, lo stabile dell'azienda di ceramiche verrà venduto a partire da una base di 7,3 milioni

     RAIANO. Finisce con la messa all'asta del capannone industriale la vertenza della Saba, l'azienda raianese di ceramiche e piastrelle chiusa a dicembre del 2008. Sul sito istituzionale del Comune del paese è stato pubblicato l'avviso di vendita della fabbrica, che parte da una base d'asta di 7 milioni e 300mila euro.  La data fissata per la vendita è giovedì 3 maggio. «In quel giorno», si legge sul documento pubblicato online dall'amministrazione comunale, «si procederà alla vendita dei beni immobili di proprietà della società Ceramica Saba Spa, con sede a Raiano, in via Valle Arcione. Il prezzo a base d'asta è di 7 milioni e 300mila euro». I 72 lavoratori rimasti a carico dell'azienda (all'inizio erano circa cento) sono entrati in mobilità a luglio dell'anno scorso, dopo la scadenza della cassa integrazione non rinnovabile, come stipulato nell'accordo sindacale firmato mesi prima.  A pochi giorni di distanza dalla fine dell'ammortizzatore sociale, che aveva anche alimentato le speranze di riconversione del sito industriale, i dipendenti avevano dimostrato la loro disperazione davanti al tribunale con un sit-in organizzato dalla Uil - Uilm. Ora, dopo la vendita all'asta dei macchinari dell'azienda, si passa alla dismissione dell'intero capannone.  Si tratta di passaggi obbligati delle varie fasi del concordato preventivo, attivato dopo la chiusura della fabbrica, per liquidare gli arretrati ai lavoratori.  Gli ex operai, infatti, sono in attesa di ricevere dei soldi, fra le mensilità di cassa integrazione, le somme degli incentivi all'esodo e il Tfr (trattamento di fine rapporto), con cifre che vanno dai 25mila ai 15mila euro ciascuno. Augusto De Panfilis, segretario della Cisl, tranquillizza i dipendenti sull'arrivo a breve della seconda tranche degli arretrati, dopo la prima arrivata tempo fa.  «A giorni dopo la vendita a peso dei macchinari che ha consentito di recuperare denaro arriverà la seconda rata degli arretrati», interviene il sindacalista, «certo i lavoratori non riceveranno tutte le somme arretrate assieme, ma comunque si tratta per loro di una boccata di ossigeno importante. Calcolando che aspettano da molto, speriamo ora che ottengano tutto il dovuto quanto prima». (f.p.)

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    21 aprile 2012

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