di Claudio Lattanzio
SULMONA. Utilizzava i social network per adescare adolescenti alle quali prometteva ricariche telefoniche in cambio di prestazioni sessuali. A «smascherarlo» una tredicenne di Sulmona che, in collaborazione con la madre, ha finto di assecondarlo per poi denunciare tutto ai carabinieri. È così che un 51enne di Pratola Peligna è stato arrestato con l'accusa di induzione alla prostituzione giovanile e detenzione di materiale pedopornografico. A firmare l'ordinanza è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila,
Marco Billi, competente per la specificità e la particolarità del reato commesso sulla rete. L'uomo è stato arrestato il primo febbraio, ma la notizia è trapelata solo nei giorni scorsi quando, per motivi di salute, il giudice gli ha concesso, nel giorno di San Valentino, di poter tornare a casa, seppur agli arresti domiciliari. Tutto è iniziato alla fine di settembre dello scorso anno quando l'uomo, assiduo frequentatore di Facebook, spacciandosi per ragazzo di 17 anni, ha chiesto di diventare amico di una 13enne di Sulmona. La bambina ha accettato l'amicizia pensando che il suo interlocutore dicesse la verità. Incuriosita dalla situazione la minore con l'innocenza tipica della sua età, è entrata in rete accedendo alla bacheca dell'uomo per conoscere i particolari ma soprattutto l'immagine di chi aveva dimostrato interesse verso di lei. Al posto dell'immagine di profilo, l'adolescente ha trovato per
ò un paesaggio. Ma l'insistenza dell'uomo ha fatto sì che tra i due
nascesse una storia virtuale che pian piano è diventata sempre più
confidenziale fino a quando il 51enne ha chiesto alla ragazzina di
collegarsi su Messenger dove avrebbero potuto conoscersi megli
tramite le videochiamate. Ma la bambina non ha accettato dicendo
che preferiva restare su Facebook. Lui non si è perso d'animo
tornando alla carica: «Se ti spogli davanti al computer di faccio
una ricarica da 10 euro», le ha detto tramite chat. «Prima la
ricarica e poi mi spoglio», le avrebbe risposto la 13enne, ma solo
per vedere dove l'uomo volesse arrivare. La ricarica è arrivata
puntuale sul telefonino della piccola che però non ha dato seguito
alla promessa mandando, con ogni probabilità, su tutte le furie il
pratolano. Durante una delle tante conversazioni che i due
intrattenevano sulla rete, è intervenuta la madre della piccola
che, leggendo alcune frasi, si è subito accorta del tenore
piuttosto spinto del rapporto che la figlia stava intrattenendo
sulla rete. Così, quando ha chiesto spiegazioni alla figlia, si è
sentita rispondere che il suo interlocutore era un ragazzo di 17
anni che le aveva offerto una ricarica telefonica in cambio di una
promessa mai mantenuta. La madre, insospettita dalla vicenda, ha
voluto approfondire la situazione e, dopo aver ottenuto il numero
telefonico del finto 17enne, gli ha telefonato dicendogli di
lasciar perdere la figlia. Durante la conversazione ha però capito
che la persona con la quale stava parlando aveva molti più anni di
quanti ne dichiarasse. Così si è rivolta ai carabinieri, dopo aver
saputo che l'uomo, era diventato «amico» sul social network, anche
con altre tre coetanee della figlia. Racconto che ha spinto i
carabinieri ad approfondire le indagini che hanno portato a
scoprire la vera identità dell'uomo e soprattutto la sua età. Da
qui la decisione di chiedere la custodia cautelare nei confronti
dell'uomo, difeso dagli avvocati
Giovanni Margiotta e
Antonietta Pace. Le indagini sono coordinate dal tenente
Francesco Nacca.
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21 febbraio 2012