TORNIMPARTE. L'architetto Giuseppina Vecchioli segnala un caso di ordinaria burocrazia relativa a un permesso a costruire fermo da mesi a causa di un cavillo. La professionista denuncia il fatto che il Comune di Tornimparte ha bloccato il cantiere - regolarmente autorizzato un anno prima - perché al momento dell'avvio dei lavori l'ufficio tecnico «in data 11 novembre 2011 diffidava la sottoscritta, l'impresa e il committente, dall'eseguire i lavori in quanto "non si riscontra rispondenza tra la richiesta del 24 ottobre 2011 e gli elaborati progettuali per la parte relativa all'ampliamento e modifica destinazione d'uso. Detti interventi sono soggetti a permesso a costruire. Per quanto sopra la presente a valere come diffida all'inizio dei lavori"». Quindi tutto fermo. «Pur avvezzi al linguaggio farraginoso e ermetico-burocratese» scrive l'architetto Vecchioli in una nota «nessuno degli interessati, né il legale incaricato di rappresentarmi, è stato capace di interpretare la nota sibillina. Alla richiesta di chiarimenti del legale è seguita una seconda lettera dell'ufficio tecnico da cui si evince che l'isolamento - ipotizzato esternamente a una parete di 5 metri lineari lungo la strada - non può essere applicato perché occupa suolo pubblico. In sostanza si diffida dall'iniziare i lavori di scavo, ristrutturazione, ampliamento, cambio d'uso di un fabbricato, perché i pannelli di polistirolo da applicare alla parete occuperebbero il suolo pubblico. Era forse ipotizzabile una semp
lice disposizione? Era necessario bloccare i lavori per tre mesi visto che, ad oggi non si sa se sia possibile iniziare i lavori o no, nonostante che, immediatamente dopo la "parziale rettifica" siano state comunicate al Comune, con tutte le carte a corredo, le modifiche della posizione dei pannelli di polistirolo per la parete incriminata? Resto in fiduciosa attesa di un via libera da parte dell'ufficio tecnico».
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12 febbraio 2012
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