Il vescovo: la Diocesi deve assistere le coppie in crisi

Spina rilancia su corsi formativi e assistenza psicologica per contrastare l'aumento dei divorzi

    di Federica Pantano  SULMONA. Corsi formativi e percorsi spirituali riservati a fidanzati, coniugi e famiglie in genere, con assistenza psicologica, legale e medica. Questa la risposta della Diocesi di Sulmona - Valva all'aumento del 30 per cento dei divorzi in città e alla crisi dei valori e della famiglia.  «Perdono di forza i valori dell'amore e della fedeltà», avverte il vescovo monsignor Angelo Spina, «la promessa del matrimonio è un impegno sulla vita che coinvolge due persone. Diventa quindi un problema antropologico quando non si ha più fiducia in se stessi e nel proprio coniuge. Se una coppia si divide è un danno sociale, oltre che per i figli che si trovano nel mezzo. Per questo la chiesa deve aiutare le coppie».  Così è stato attivato pochi giorni fa nel centro pastorale un consultorio dedicato alle famiglie, con possibilità di usufruire gratuitamente di assistenza sociale, psicologica, spirituale, medica e legale. A ciò si aggiungono i corsi prematrimoniali rivolti ai fidanzati, che durano tre mesi con incontri settimanali, e le riunioni con i coniugi di ogni età. «Lo scopo di tali incontri», spiega il vescovo, «è quello di rigenerare l'amore, inteso come azione volontaria che rende liberi. Certo i corrosivi esterni ci sono: dalla mancanza di lavoro ai problemi economici. Fino a quelli interni: con la mancanza di dialogo e fiducia, oltre che divergenze nell'educazione dei figli. La fedeltà è un impegno arduo», continua
    Spina, «ma fa sentire uomini liberi e forti».  Oltre ai problemi economici, quello che sta alla base dell'aumento dei divorzi, secondo il vescovo, «è anche la propensione della società contemporanea ai valori edonistici e individuali. Il futuro, invece, passa attraverso la famiglia», insiste Spina, «dove i figli non possono essere ex e i comandamenti sono come i segnali stradali, ci indicano la giusta via e più ci si rivolge a Dio e più ci si sente forti. La famiglia vince sempre, ma va aiutata con percorsi di radicamento della fede e dei valori, improntati al rispetto dell'altro, alla fiducia e alla forza dell'amore per la vita. Viviamo una crisi anche dell'educazione, che va rinsaldata, con stili di vita approntati alla solidarietà e al rispetto per se stessi e gli altri. Per questo il matrimonio è un sacramento e non un contratto».

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    11 febbraio 2012
     

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