Danni all'area archeologica: 2 denunce

La ruspa distrugge reperti e opere dell'antica abbazia di Santa Maria della Vittoria

    di Pietro Guida  SCURCOLA MARSICANA. Lavorano agli scavi archeologici dell'abbazia di Santa Maria della Vittoria, edificata per ricordare la battaglia di Tagliacozzo, ma danneggiano i reperti e vengono denunciati dai carabinieri. Nei guai è finita una ditta marsicana e due persone ora sono indagate con pesanti accusa, tra cui quella di aver danneggiato importati opere del 1200 di inestimabile valore.  L'indagine è stata eseguita nei giorni scorsi dal nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale (sezione archeologia), in collaborazione con i militari della compagnia di Tagliacozzo. Dopo gli accertamenti, i militari hanno denunciato alla procura della Repubblica di Avezzano due persone con l'accusa di Danneggiamento al patrimonio archeologico e di operazioni illecite.  Nel corso del sopralluogo nel sito archeologico di Scurcola (si trova nei pressi della Tiburtina Valeria), eseguito dai carabinieri insieme a un funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo, è emerso che i due dipendenti di una ditta marsicana avrebbero eseguito lavori di scavo non autorizzati con l'utilizzo di una ruspa.  I lavori, portati a termine in modo sbagliato, avrebbero causato un gravissimo danno artistico ma anche scientifico e materiale, soprattutto alle stratigrafie, con la rimozione di interi blocchi lapidei.  È stata disposta l'immediata sospensione dei lavori, in attesa che vengano emanate disposizioni a tutela dell'opera danneggiata che risale al 1274.  L'abbazia fu edificata quell'anno per v
    olontà di Carlo D'Angiò allo scopo di commemorare la vittoria delle sue truppe su quelle Corradino di Svevia nella battaglia che rimase celebre con il nome di "Battaglia di Tagliacozzo", citata anche da Dante nella divina commedia - «e là da Tagliacozzo, ove sanz'arme vinse il vecchio Alardo» (Inferno, XXVIII, 17-18). L'accento è posto sulla vittoria per il consiglio di Alardo sanz'arme, che è indice dell'atteggiamento anti angioino del poeta.  La battaglia di Tagliacozzo fu combattuta il 23 agosto 1268 tra i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo d'Angiò. Rappresenta l'ultimo atto della potenza sveva in Italia. La fine di Corradino segna infatti la caduta degli Hohenstaufen dal trono imperiale e da quello di Sicilia, aprendo il nuovo capitolo della dominazione angioina.  Per gli esperti il sito dell'abbazia, di arte cistercense francese, è ritenuto uno dei più importanti in Italia, per valenza archeologica e storica.

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    10 febbraio 2012
     

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